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	<title>Microscope Italy &#187; Microscopia</title>
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	<description>Il sito della microscopia italiana</description>
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		<title>ZEISS ICM 405</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Oct 2018 10:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Microscopia]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo Zeiss ICM 405 , versione più completa rispetto al IM35, è un microscopio invertito appartenente alla vecchia serie con ottiche da 160 mm e che negli anni &#8217;80 era tra i meglio equipaggiati. A dire il vero me la sono presa un pò comoda dal momento che l&#8217;acquisto risale al Settembre 2017; tuttavia ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo Zeiss ICM 405 , versione più completa rispetto al IM35, è un microscopio invertito appartenente alla vecchia serie con ottiche da 160 mm e che negli anni &#8217;80 era tra i meglio equipaggiati. A dire il vero me la sono presa un pò comoda dal momento che l&#8217;acquisto risale al Settembre 2017; tuttavia ho avuto modo di provarlo ampiamente sia dal punto di vista della meccanica che dal  quello ottico!</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/icm-405.jpg" alt="icm-405" width="442" height="458" /><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/img_4992.jpg" alt="img_4992" width="373" height="577" /><span id="more-521"></span></p>
<p>L&#8217;esemplare in mio possesso è stato assemblato nell&#8217;Agosto 1985 e dalle foto in basso si leggono anche le iniziali di chi ne ha curato l&#8217;assemblaggio&#8230;.chi sarà mai?</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/data-1.jpg" alt="data-1" width="299" height="532" /><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/data.jpg" alt="data" width="459" height="412" /></p>
<p>e l&#8217;ultima revisione è del Dicembre 2011</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/revis.jpg" alt="revis" width="443" height="436" /></p>
<p>e a detta del venditore , dopo questa data  il micro è stato messo da parte a prendere polvere e mai più utilizzato; in effetti c&#8217;è da crederci, tanta era la polvere al momento del suo arrivo; ciò nonostante tutti i leveraggi e meccanismi funzionavano perfettamente.</p>
<p>Massiccio come le vecchie produzioni ci hanno abituato, l&#8217;unica cosa che non tanto mi è piaciuta è quella cremagliera in polimero (Nylon? Delrin?) che muove l&#8217;intero blocco illuminatore condensatore , ne avrei preferita una in ottone (infatti  era spezzata al momento dell&#8217;arrivo), ma probabilmente questa è una scelta ponderata, infatti il pignone che ci gira sopra è di acciaio e forse pure temperato, per cui gli ingegneri avranno pensato: meglio sostituire una cremagliera sgranata  che un  pignone che tra l&#8217;altro giace all&#8217;interno di un blocco molto più complesso; in effetti ripensandoci, parte della concorrenza che già allora aveva il vezzo di utilizzare pignoni in plastica, ha lasciato gli hobbisti odierni non con poche grane.</p>
<p>Fluido il sistema di messa a fuoco sia micro che macro</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/manopole.jpg" alt="manopole" width="413" height="495" /></p>
<p>senza giochi e precisissimo; personalmente trovo che ergonomicamente, a differenza del cugino Photomicroscope, la minore distanza delle manopole dal piano di appoggio, stanchi meno le braccia rendendo anche lunghe sessioni di osservazione molto più rilassate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La torretta si innesta perfettamente nella sua sede e tutto l&#8217;insieme viene portato su e giù dal sistema di messa a fuoco.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/torretta.jpg" alt="torretta" width="368" height="655" /></p>
<p>Al di sotto di questa si trova anche una sede per l&#8217;inserimento dei filtri per fluorescenza che ricevono la luce dall&#8217;epi-illuminatore montato nella parte posteriore del microscopio. Sinceramente ho notato durante quelle poche sessioni in Fluorescenza, che le immagini non sono immerse in un fondo particolarmente  nero come dovrebbe essere, ma risultano un pò sbiadite, forse devo allineare o registrare qualcosa; ogni suggerimento e bene accetto.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/fluo.jpg" alt="fluo" width="322" height="506" /><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/fluo2.jpg" alt="fluo2" width="420" height="315" /><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/fluo3.jpg" alt="fluo3" width="250" height="445" /></p>
<p>Il tavolo, ampio e con un ottimo rivestimento, ospita un inserto intercambiabile che permette l&#8217;utilizzo di  vetrini normali nonchè le capsule di Petri da circa 60 mm; altri inserti sono disponibili come accessori optional; il tutto viene comandato da una leva snodabile coassiale che muove i due pignoni per la traslazione X e Y, oltretutto la cremagliera dell&#8217;asse x (non so quella y) può essere regolata per l&#8217;eliminazione dei giochi. Una delle cose che non ho molto apprezzato è quell&#8217;apertura al centro a forma di semiluna; Infatti se si vuole utilizzare obbiettivi con un diametro del barilotto maggiore rispetto alla &#8220;norma&#8221;, questi non  riescono a passare e quindi  la messa a fuoco è impossibile; questo accade non solo con obbiettivi di altre marche (e lo posso capire) ma anche con lo splendido Plan 1,25x che tra l&#8217;altro vedrebbe il suo campo uniformemente illuminato se accoppiato all&#8217;altrettanto superbo condensatore (FOTO) LD-Ph BF.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/tavolo.jpg" alt="tavolo" width="299" height="533" /><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/tavolo2.jpg" alt="tavolo2" width="292" height="518" /><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/cond.jpg" alt="condensatore ld" width="293" height="521" /></p>
<p>Rimanendo nel campo dei condensatori, sebbene sia preferibile utilizzare quelli con apertura da 0,63 AN, devo assolutamente confermare che è comunque possibile l&#8217;utilizzo di tutti gli altri condensatori della medesima serie senza limitazione alcuna!</p>
<p style="text-align: center;">FOTOGRAFIA CON ICM 405</p>
<p>Ovviamente con questo strumento è possibile documentare le osservazioni mediante camere dedicate , reflex etc. Nel mio caso il micro è dotato di una testa trioculare con fattore 100/0  oppure  20/80 (non sono certissimo dei valori) il che permette di avere o il 100% di luce agli oculari e O% all&#8217;uscita fotografica, o anche il 20% della luce agli oculari e 80% alla fotocamera agendo sull&#8217;apposita leva; questo è un vantaggio enorme se si vogliono fotografare con il Flash i microorganismi che hanno l&#8217;abitudine di muoversi velocemente; sarebbe altrimenti impossibile immortalarli senza seguirne i movimenti.</p>
<p>Anche senza una testa parzializzata , su questo strumento la fotografia è comunque possibile sfruttando la porta che si trova in basso nella parte frontale (FOTO)</p>
<p>;<img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/uscita-32x.jpg" alt="uscita-3,2x" width="273" height="486" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>NOTA : <em>all&#8217;inizio non capivo il perchè non arrivasse luce alla fotocamera, poi mi sono reso conto che nel percorso ottico, quando il microscopio viene equipaggiato dalla fabbrica con tutto l&#8217;apparato fotografico,  è inserito un otturatore magnetico antivibrazioni (FOTO) il quale si apre soltanto tramite comando dalla centralina MC63 che  purtroppo non ho</em>;</p>
<p>con la rimozione della vite che lo tiene fermo  l&#8217;ho eliminato <strong>reversibilmente</strong> dal percorso ottico.                                                                       Non essendoci più ostacoli, il  sistema di lenti con fattore 3,2x proietta l&#8217;immagine del campione direttamente sul sensore o (all&#8217;epoca)  sulla pellicola, e da quì si intuisce come sia conveniente l&#8217;utilizzo di camere a pieno formato per non avere una grossa perdita del campo visivo; Poichè non dispongo di una Full Frame ho lasciato montata la vecchia fotocamera così le lenti non prendono polvere e non snaturalizzo lo strumento; una leva laterale  permette la parzializzazione della luce come sopra;</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/ottur.jpg" alt="ottur" width="348" height="620" /><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/passaggio-luce.jpg" alt="passaggio-luce" width="345" height="613" /></p>
<p>unica cosa che credo <strong>non</strong> si possa sfruttare attraverso questa uscita, è il sistema Optovar che trova collocazione proprio sotto la testa trioculare <img src='https://www.microscopeitaly.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' />    C&#8217;è anche una camera Polaroid ma ormai non credo si possa usare.</p>
<p>So anche che come optional aggiuntivo è prevista un&#8217;uscita laterale per l&#8217;utilizzo di camere dedicate; insomma un vero impianto per documentazione Foto/video.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/polaroid.jpg" alt="polaroid" width="315" height="251" /><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/polaroid-2.jpg" alt="polaroid-2" width="338" height="251" /></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/dett-polaroid.jpg" alt="dett-polaroid" width="349" height="261" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>                                                                                           QUALCHE ALTRO DETTAGLIO<br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/flash.jpg" alt="flash" width="399" height="298" /><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/potenzi.jpg" alt="potenzi" width="394" height="295" /></p>
<p>Le due immagini sopra mostrano l&#8217;illuminatore LED che serve da luce pilota per l&#8217;utilizzo del Flash! farò in seguito una breve descrizione dell&#8217;insieme; si nota anche il piccolo potenziometro che comada la luce pilota.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/specchio-divisorio-del-fascio.jpg" alt="specchio-divisorio-del-fascio" width="567" height="425" /></p>
<p>Questo, invece, è selettore che muove uno specchio interno per l&#8217;utilizzo di una doppia illuminazione!</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/particolare.jpg" alt="particolare" width="595" height="446" /></p>
<p>modulo che permette la corretta esposizione delle immagini fotografiche!<br />
funziona solo con la centralina MC 63 e con ,ovviamente, la specifica fotocamera a pellicola!</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/reostato.jpg" alt="reostato" width="608" height="455" /></p>
<p>Il reostato 12v 120w; acquistato separatamente in condizioni pietose, ora va a meraviglia!</p>
<p>CONCLUSIONI</p>
<p>Certamente uno strumento grandioso con una  cura quasi maniacale nei dettagli;  tenuto conto conto che averlo così completo mi è costato intorno ai 1000€ e che il costo in origine era pari a circa 30.000$, si capisce come uno strumento del genere possa levare l&#8217;interesse verso anonimi strumenti di dubbia  qualità venduti a prezzi decisamente superiori rispetto a questo &#8220;anzianotto&#8221; col suo vasto parco accessori!</p>
<p>Foreign visitors :</p>
<div id="tw-target-text-container">
<pre id="tw-target-text" dir="ltr" data-fulltext="" data-placeholder="Traduzione"><em><strong>for a long time I have also translated my articles into English languadge,</strong></em>
<em><strong> but today the possibility and the simplicity of online translators make this an additional job!</strong></em>
<em><strong> I apologize for this <img src='https://www.microscopeitaly.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  many thanks for whatching</strong></em></pre>
<pre lang="en"><em><strong>  Arturo Agostino</strong></em></pre>
</div>
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		<title>Zeiss Nomarski DIC 160mm  Seconda versione!</title>
		<link>https://www.microscopeitaly.it/2013/11/14/zeiss-nomarski-dic-160mm-seconda-versione/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Nov 2013 10:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Microscopia]]></category>

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		<description><![CDATA[Zeiss Nomarski DIC 160mm Second version   14 Novembre 2013 Qualche anno fa feci una disamina a proposito del Contrasto Differenziale di Interferenza Zeiss  terza ultima versione per tubi da 160mm, cioè composto da un condensatore con due prismi inseriti (16-40) e dei prismi singoli per gli obiettivi( http://www.microscopeitaly.it/2009/11/30/zeiss-nomarski-d-i-c-160mm-terza-e-ultima-versione/ ). Da qualche giorno ho completato, grazie anche ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ffff00;">Zeiss Nomarski DIC 160mm Second version</span></h2>
<p><span style="color: #ffff00;"> </span></p>
<p>14 Novembre 2013</p>
<p>Qualche anno fa feci una disamina a proposito del Contrasto Differenziale di Interferenza Zeiss  terza ultima versione per tubi da 160mm, cioè composto da un condensatore con due prismi inseriti (16-40) e dei prismi singoli per gli obiettivi( <a href="http://www.microscopeitaly.it/2009/11/30/zeiss-nomarski-d-i-c-160mm-terza-e-ultima-versione/">http://www.microscopeitaly.it/2009/11/30/zeiss-nomarski-d-i-c-160mm-terza-e-ultima-versione/</a> ).</p>
<p>Da qualche giorno ho completato, grazie anche ad un prezzo molto vantaggioso, un set DIC Zeiss penultima versione, composto da 4 prismi nel condensatore (marcati I-II-III-IIII) ed un prisma unico da inserire sopra gli obbiettivi (foto 1); questa edizione è un pò più <span id="more-415"></span> evoluta  rispetto alla prima poichè prevede anche un prisma marcato “IIII” per obiettivo da 6,3x,  personalmente però non sono riuscito in nessun modo e  nemmeno lontanamente ad ottenere una parvenza di DIC, quindi l&#8217;ho rimosso dal condensatore lasciando l&#8217;uscita libera, tra l’altro  utile per il campochiaro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa seconda serie, come la sua precedente, non prevede<!--more-->, purtroppo, l&#8217; intelligente possibilità di ruotare i prismi del condensatore, cosa invece possibile nel terzo ed ultimo sistema per 160mm, e che permette quindi l&#8217;utilizzo dello stesso condensatore sia su modelli Zeiss Standard sia su quelli  tipo Universal etc.;</p>
<p>infatti Zeiss per questo vecchio condensatore aveva messo a punto due prismi di ricombinazione del fascio, marcati “II” e “III” , il primo da utilizzarsi su microscopi tipo Universal il secondo su quelli tipo Standard  tramite un intermedio; sono  abbastanza sicuro di avere visto anche una slitta  marcata “I”  ma non so nulla in merito.</p>
<p>Stando così le cose è chiaro che se si dispone dei due tipi di microscopi si può, si utilizzare  lo stesso condensatore, ma bisogna avere anche le due slitte uniche marcate II e III……&#8230;..o no?</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/inko.jpg" alt="inko" width="774" height="554" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="left"><span style="color: #ffff00;">A few years ago i made a discussion about the differential interference contrast Zeiss 160mm latest version with two prisms ( 16-40 ) inside condenser  and  single dic slides for each objective:  <a href="http://www.microscopeitaly.it/2009/11/30/zeiss-nomarski-d-i-c-160mm-terza-e-ultima-versione/"><span style="color: #ffff00;">http://www.microscopeitaly.it/2009/11/30/zeiss-nomarski-d-i-c-160mm-terza-e-ultima-versione/</span></a></span></p>
<p align="left"><span style="color: #ffff00;"> </span></p>
<p align="left"><span style="color: #ffff00;">I recently completed , thanks to a very advantageous price , a set Zeiss DIC second version 160mm , consisting of 4 prisms in the condenser (marked I-II-III-IIII) and  a unique combining prism to be placed above the  objectives (pic 1);</span></p>
<p align="left"><span style="color: #ffff00;"> This second edition is a little more evolved than the first one  becouse it also provides a prism marked &#8221; IIII &#8221; to use in combination with 6.3 x objectives , but personally I did not DIC effect in any way , so I removed it from the condenser leaving clear opening for Brighfield.</span></p>
<p align="left"><span style="color: #ffff00;"> This second series , like  previous one, does not allow  to rotate the prism of the condenser( like  in the third and last system for 160mm) , in order to use the same DIC set with  all  models of  old Zeiss microscopes;</span></p>
<p align="left"><span style="color: #ffff00;">In fact, for this old condenser Zeiss developed two prisms for recombination of the beam, marked &#8220;II&#8221; and &#8220;III&#8221; , the first one to be used with  microscopes like  Universal and  second one for  Standard type microscopes  (through an intermediate tube);</span></p>
<p align="left"><span style="color: #ffff00;"> I&#8217;m pretty sure I have also seen a slide marked &#8220;I&#8221; but I do not know anything about it .</span></p>
<p align="left"><span style="color: #ffff00;"> In these circumstances it is clear that if you have the two types of microscopes  you  can use the same condenser , but you need also both two slides  marked II and III &#8230;&#8230;&#8230;.. or not?</span></p>
<p align="center"><strong>Un’occhiata più da vicino</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p> Osservando più attentamente e nei particolari le slitte II e III, in effetti non si nota nessuna differenza fisica, ma allora perchè sono incompatibili?  dove stà la differenza?</p>
<p>Come è possibile vedere dalla foto 2 la slitta al suo interno contiene  le varie parti assemblate con estrema precisione e la cosa di cui ci si rende subito conto è che il prisma che giace sotto il polarizzatore è incollato stabilmente alla sede che a sua volta è vincolata alla vite che permette la traslazione del prisma tramite due molle; niente da fare&#8230;&#8230;&#8230; rimontiamo tutto!</p>
<p>Osservando , invece, il  condensatore INKO  si notano i prismi avvitati  ad un anello in ottone e bloccati da un secondo anello munito di due minuscole viti; la cosa è molto interessante!</p>
<p>Quello che mi è venuto in mente è stato cercare di ruotare di 180 ° i prismi  in modo  da poter utilizzare la slitta III sul mio  Photomicroscope:</p>
<p>Con un pennarello  ho tracciato qualche riferimento (vedi foto 3) e questo è <span style="color: #ff0000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">importantissimo</span></strong></span> da fare altrimenti si perde l’allineamento della casa madre e ritrovarlo è una seccatura ;</p>
<p>una volta allentato l&#8217;anello mi è bastato ruotare  di 180 gradi il prisma   con il risultato di avere l&#8217;effetto DIC.</p>
<p>SI tenga in considerazione però che queste versione funziona solo con alcuni obbiettivi e non con tutti anche nello stesso range d&#8217; ingrandimento:</p>
<p>ad esempio ottengo un DIC sontuoso con il Planapo 40x/1.0 oil e il prisma numero II ma non posso dire lo stesso utilizzando il Plapo 40x 0,75 della leitz; oppure posso confermare  di avere un buon DIC col Plan apo 100x Zeiss Jena ma non certo col Neofluar da 100x.</p>
<p>Poichè avevo già preso  riferimenti per il centraggio dei prismi, ho voluto anche provarli ponendoli du di un  polarizzatore opportunamente sollevato (fig 4) e magari messi anche  sotto sopra con i risultati a volte incredibili; inoltre ho provato anche a miscelare i due sistemi utilizzando i prismi del condensatore vecchio e le slitte del modello più nuovo, utilizzandole a volte  ribaltate, ed anche qui i risultati, in alcuni casi, sono stati stupefacenti.</p>
<p>Purtroppo nessun risultato positivo è stato ottenuto combinando i prismi dell’ultimo sistema con la slitta unica III del vecchio sistema in combinazione con obbiettivi a secco; per quanto riguarda, invece obbiettivi ad immersione posso confermare che lo Zeiss jena planapo 100x/1,32 lavora perfettamente con la combinazione di cui sopra, usando il prisma n. II del condensatore.</p>
<p>Sicuramente mi sono divertito e sarei felice di raccogliere anche esperienze altrui, per cui sono sempre a dispozione di chiunque lo voglia!</p>
<p>ad ogni modo l&#8217;articolo sarà aggiornato in base alle nuove esperienze personali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/iii.jpg" alt="iii" width="583" height="438" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/allinea.jpg" alt="allinea" width="675" height="465" /></p>
<p><strong>                                                                      <img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/polar.jpg" alt="polar" width="646" height="496" />                                 </strong></p>
<p><strong>                                                                                                                                    <span style="color: #ffff00;">  A closer look</span></strong></p>
<p><span style="color: #ffff00;"> Looking carefully the slides II and III , I can’t  not notice any physical difference , but then why are incompatible? Where is the difference?</span></p>
<p align="left"><span style="color: #ffff00;">As you can see from the picture 2, inside slide III  there are a lot of parts assembled with extreme precision and the it is possible to see DIC  prism  below the polarizer; unfortunately the prism is glued rigidly on its holder.</span></p>
<p align="left"><span style="color: #ffff00;">Looking,instead, the DIC inko condenser it’s possible to see four  prisms screwed to a brass ring</span></p>
<p align="left"><span style="color: #ffff00;">and blocked by a second ring fitted with two tiny screws ; very interesting thing !</span></p>
<p align="left"><span style="color: #ffff00;">infact by turning of 180 ° the prisms I’m able to get DIC on my Photomicroscope III :</span></p>
<p align="left"><span style="color: #ffff00;">With a marker I did some reference ( see photo3) and this is </span><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">very important</span></strong> </span><span style="color: #ffff00;">to do, otherwise you lose the factory alignment and find it again is very annoying ;</span></p>
<p align="left"><span style="color: #ffff00;">However,take into consideration that this version only works with some lenses and not alls are good even at the same magnification range :</span></p>
<p align="left"><span style="color: #ffff00;">I get an amazing DIC with Planapo 40x/1.0 oil and the prism number II, but not using the Plapo Leitz 40x 0.75 ; or I can confirm  very good DIC with Plan Apo 100x Zeiss Jena but not with Neofluar 100x .</span></p>
<p align="left"><span style="color: #ffff00;">Since i had already made references to center the prisms, i also tried to placing some prisms on top of a polarizer a little raised up (pic 4) and even putting the prisms upside down with the results sometimes incredible.</span></p>
<p align="left"><span style="color: #ffff00;">Astonishing results I did also by mixing the two systems, using the prisms of the old condenser and the single slides of the newer model ( using them sometimes even upsidedown) .</span></p>
<p align="left"><span style="color: #ffff00;">Unfortunately, no positive result was obtained by combining the prism of the last system with the unique slide III of the old system and dry objectives; with immersion  ones i can confirm that Zeiss planapo 100x/1.32 works good with this  combination by using condenser prism n II.</span></p>
<p align="left"><span style="color: #ffff00;">I certainly enjoyed it and would be happy to  collect other people&#8217;s experiences, so if you want lat me know it ! howevewer i&#8217;ll update this article by new experiences.</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">                                                                                                                                                                                                              </span>Arturo Agostino</p>
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<p style="text-align: left;" align="right">Qui di seguito vi è una carrellata di immagini ottenute combinando insieme i due sistemi; ho preferito  utilizzare i parameci e non  le diatomee perché lo Zrax avrebbe potuto esaltare troppo il contrasto</p>
<p style="text-align: left;" align="right"><span style="color: #ffff00;">Below some  results by mixing the two systems; i prefered to use Paramecium and not Diatoms becouse the Zrax could increase contrast.</span></p>
<p style="text-align: left;" align="right"> <img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/npl-6.jpg" alt="npl-6" width="665" height="435" /></p>
<p align="right"> <img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/neof-10.jpg" alt="neof-10" width="640" height="446" /></p>
<p align="right"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/pla40.jpg" alt="pla40" width="644" height="488" /><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/plapo16x.jpg" alt="plapo16x" width="639" height="458" /></p>
<p align="right"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/plapo25x.jpg" alt="plapo25x" width="648" height="441" /></p>
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		<title>Un illuminatore di Kholer di fortuna!</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jul 2013 15:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Microscopia]]></category>

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		<description><![CDATA[A pocket Kholer illuminator 11 Luglio 2013 Ho sempre rifiutato l’idea di sostituire la vecchia e perfetta illuminazione del mio  microscopio, dotato di una lampada alogena da 100w nel rispetto del principio di kholer, con una moderna basata sui LED perché vedevo tutta una serie di problemi , alcuni dei quali superabili, altri no; ad esempio: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffff00;">A<strong> pocket Kholer illuminator</strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">11 Luglio 2013</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Ho sempre rifiutato l’idea di sostituire la vecchia e perfetta illuminazione del mio  microscopio, dotato di una lampada alogena da 100w nel rispetto del principio di kholer, con una moderna basata sui LED perché vedevo tutta una serie di problemi , alcuni dei quali superabili, altri no;</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">ad esempio:</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> 1- le dimensioni della sorgente di luce era troppo ampia rispetto al filamento dell’alogena;</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">2 il surriscaldamento del LED che prevedeva la presenza di un  dissipatore </span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> 3 non ultima la mia scarsa conoscenza dell’elettronica!</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Qualche tempo fa però, <span id="more-373"></span> mi sono imbattuto in una di quelle torce tattiche con LED cree T6 10w (vedi foto) che, a quanto dichiarato, è capace di 1000 lumen a fronte di una superficie luminosa di circa 3mm…….veramente un bel salto rispetto ad altri led di pari potenza.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">La cosa che più ha attirato la mia attenzione è stata la lente frontale della torcia che tramite una ghiera permette la proiezione della superficie luminosa su di una parete ad esempio, così da concentrare il fascio luminoso……proprio come fa l’illuminazione di kholer del microscopio;</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">visto il prezzo di circa 20 euro ho voluto metterla alla prova;</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">dico fin da subito che la Torcia è alimentata da una batteria al Litio da 3,7v con possibilita di utilizzare batterie AA, è corredata inoltre di due adattatori, uno di rete l’altro per auto,  in più l’illuminazione può essere regolata al 50% della potenza massima qualora l’intensità fosse eccessiva.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Certo adattarla al micro non è difficile ma ciò richiede un pò di manualità e magari la possibilità di usare un piccolo tornio………ma anche altre soluzioni possono andare bene!                                                                                      Io ho preferito autocostruirmi  un raccordo in ottone con tanto di flangia a coda di rondine che poi è quello che si vede applicato all’ epi illuminatore.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Alla prova pratica il LED si è dimostrato più che all’altezza fornendo una quantità di luce realmente elevata, quasi a sfiorare l’intensità della lampada alogena da 100w; si veda a tal proposito  la comparazione  dei dati ottenuti con una canon 600d quando sia il LED sia la lampada alogena lavorano alla max potenza.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">************</span></p>
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<p><span style="color: #ffff00;">I have always rejected the idea of replacing the old and perfect  Kholer illumination of my microscope,  with a modern LED, because I saw a whole range of defects, some of which can be overcome, others do not;</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">such as the size of the light source was too large compared to the filament of the  halogen lamp, overheating of the LED, which need of a heat sink and last but not least my lack of knowledge of electronics!</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">Some time ago, however, I came across one of those tactical flashlights with LED 10w cree T6 (see photo) whichis capable of 1000 lumens  despite of a very little surface(about 3mm) &#8230;&#8230;. a really nice jump compared to other LEDs of same power.</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">My attention was  cought by the presence of a front lens,  through which a ring allows the projection of the illuminating surface on a wall, for example, in order  to concentrate the beam of light  &#8230;&#8230; just like the Kholer illumination of  the microscope;</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">seen the price of around 20 euros, I decided to test it;</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">The flashlight is powered by a lithium battery 3.7 v or  AA batteries, it has two adapters, and  the lighting can be adjusted to 50% of the max power ….nice idea.</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">Of course  fitting it on the microscope  is not difficult , but it requires a little of manual skills and the possibility to use a small lathe &#8230;&#8230;&#8230; but also other solutions might be okay! I preferred buid from myself a brass flange complete with a dovetail  that is what you see applied to epi illuminator in pic below.</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">By my test i can confirm that amount of light is  very  high, near  halogen lamp 100w power ; take alook to the comparison of data obtained with a canon 600d when  LED  and  100w halogen lamp running  at maximum power.</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"> </span></p>
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<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/tor.jpg" alt="tor" width="412" height="320" /><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/led.jpg" alt="led" width="358" height="320" /></p>
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<p><span style="color: #ffff00;"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/tor_0.jpg" alt="tor_0" width="657" height="576" /></span></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/proiezione.jpg" alt="proiezione" width="695" height="512" /><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/led_0.jpg" alt="led_0" width="388" height="371" /><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/alog.jpg" alt="alog" width="392" height="371" /></p>
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<p><strong>NOTE:</strong></p>
<p>Esistono altri LED Cree con potenze diverse , alcuni dichiarati fino a 1800 lumen; non so se la cosa sia veritiera ma già 800-1000 Lumen vanno benissimo.</p>
<p>Ho trovato utile inserire un filtro semiopaco davanti alla lampada ed anche se questo riduce un pò la quantità di luce, rende la stessa più omogenea nel campo visivo!</p>
<p>Questa prova è stata eseguita su un microscopio  Zeiss Photomicroscope III , non garantisco pertanto che i risultati siano identici ai miei utilizzando microscopi diversi.</p>
<p>*******************</p>
<p><span style="color: #ffff00;">&#8211;There are other Cree LED with different powers, some  up to 1800 lumens, I do not know if it is true, but  800-1000 Lumen are fine.</span><br />
<span style="color: #ffff00;">-I found it useful to include a semi-opaque filter in front of Flashlight and although this reduces a little the amount of light , it  makes  more homogeneous  the visual field!</span><br />
<span style="color: #ffff00;">-I tested it on Zeiss  Photomicroscope III, therefore I can&#8217;t  guarantee  that the results are identical to mine, using different microscopes.</span></p>
<div id="gt-res-tools">
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<div style="text-align: right;" data-tooltip="Salva nella Fraseologia" data-tooltip-align="t,c"></div>
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<div id="gt-res-select" style="text-align: right;" data-tooltip="Seleziona tutto" data-tooltip-align="t,c">Arturo Agostino</div>
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		<title>Il Flash in Fotomicrografia!</title>
		<link>https://www.microscopeitaly.it/2012/03/13/il-flash-in-fotomicrografia/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 09:43:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Microscopia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; FLASH ON PHOTOMICROGRAPHY 05 10 2013  NEW: aggiornamento in fondo alla pagina-Update below this pages PREMESSA Come da titolo, l’intento di questo articolo è quello di mostrare la reale utilità di un Flash nella fotomicrografia; non ha la pretesa di essere esaustivo, ma di certo, è il caso di dirlo, farà un pò di luce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><span style="color: #ffff00;">F</span><span style="color: #ffff00;">LASH ON PHOTOMICROGRAPHY</span></p>
<p align="center"><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #00ffff;">05 10 2013  NEW:</span> <span style="color: #ff0000;">aggiornamento in fondo alla pagina-Update below this pages</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">PREMESSA</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">C</span>ome da titolo, l’intento di questo articolo è quello di mostrare la reale utilità di un Flash nella fotomicrografia; non ha la pretesa di essere esaustivo, ma di certo, è il caso di dirlo, farà un pò di luce sulla questione. Il fatto di aver utilizzato una fotocamera piuttosto che un’altra, non significa necessariamente che questa sia da preferire alle altre o che sia la migliore, ma semplicemente era l’unica a disposizione. Una raccomandazione vorrei farla già da ora: Tutte le unità Flash<span id="more-331"></span> possiedono all’interno un accumulatore che, se maneggiato con troppa “leggerezza” può rilasciare <strong><span style="text-decoration: underline;">scariche elettriche</span></strong> a volte estremamente pericolose…per cui : <strong><span style="text-decoration: underline;">Declino ogni responsabilità nei confronti di eventuali danni a persone o cose che derivino da un utilizzo incauto e privo delle conoscenze di base in materia</span></strong>.</p>
<p align="center">******</p>
<p>Qualunque microscopista che sia amatore o professionista, se non altro, avrà sicuramente sentito parlare dello straordinario numero di forme di vita animali , vegetali etc., che si possono trovare in una goccia d’acqua di stagno, fiume, ruscello, fontane pubbliche, mare etc. Mentre alcune di queste  (soprattutto vegetali) si lasciano osservare senza problemi, altre amano sfrecciare da un capo all’altro del campo visivo; per una semplice osservazione visuale il problema non si pone, prima o poi l’acqua evaporerà dal vetrino costringendoli a rallentare i loro movimenti, ma se la  prerogativa è quella di documentarli con delle fotografie nel pieno dello loro attività vitali, ci si renderà presto conto che l’impresa è davvero ardua; movimenti di cilia , flagelli, rapide  contrazioni saranno impossibili da “congelare” senza l’aiuto di un lampo di brevissima durata come quello di un Flash. Vorrei aggiungere che esistono poche ma eccellenti aziende impegnate nello sviluppo di camere per microscopia perfettamente proggettate  per funzionare in accoppiata al microlampo (Flash), purtroppo tali prodotti sono normalmente costosissimi….cosa fare allora? Ecco la mia esperienza:</p>
<p align="center">FOTOCAMERA REFLEX CANON 600D – FLASH CANON 540EZ</p>
<p>Dal momento che, per gli scopi di cui sopra, non mi necessitava un’unità Flash di ultimissima generazione, ho rivolto la mia attenzione su modelli un po’ più datati allo scopo di contenere le spese. La scelta è caduta appunto, sul modello canon EZ540 pagato circa 40Euro e dotato di funzioni di reale utilità (vedi foto in basso). <img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/flash-ez.jpg" alt="flash-ez" width="800" height="600" />   Questa unità permette di selezionare la potenza del lampo da un fattore 1/1 (potenza piena ), fino ad un fattore 1/128 della potenza piena…qui vorrei chiarire una cosa a proposito della potenza del Flash: Ciò che bisogna tenere presente, è che la riduzione della potenza del lampo viene attuata tramite una riduzione della sua durata e non della sua intensità luminosa; Quando non vi sono altre fonti di illuminazione la durata del lampo <strong><span style="text-decoration: underline;">E’ L’EFFETTIVO TEMPO DI ILLUMINAZIONE DEL NOSTRO CAMPIONE </span></strong>; questo la dice lunga sulla sua utilità al microscopio. se consideriamo ad esempio che: con una potenza del lampo pari ad 1/1 la sua durata è di circa 1/800 sec., quando si riduce la potenza a 1/128 sec., la sua durata può scendere anche a 1/30.000 – 40.000 sec. Capace, quindi, di congelare qualsiasi rapido movimento , comprese le vibrazioni dovute al rilascio dello specchio della fotocamera . Per inciso, chi scrive utilizza potenze che vanno da 1/32 a 1/8 della potenza piena, per cui anche altre unità Flash più economiche vanno benissimo. alcune fotografie sono riportate in basso</p>
<p align="center">*****</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ffff00;">F</span><span style="color: #ffff00;">LASH IN THE PHOTOMICROGRAPHY INTRODUCTION the intent of this article is to show the real usefulness of a flash in photomicrography; IT not meant to be exhaustive, but certainly, it ‘ll be useful who want make shot whit Flash light.. The fact of using a camera rather than another, does not necessarily mean that it is preferable to the other, but simply it was the only one available for me. One recommendation I would make right now: All flash drives have a battery inside that, if handled without  care , it can release electrical discharges sometimes extremely dangerous &#8230; so: <strong> <span style="text-decoration: underline;">i decline any responsability for damage caused by clumsy actions and lack of basic knowledge!</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">Any microscopist who is amateur or professional, if nothing else, will certainly have heard of the extraordinary number of forms of animal and vegetable life,., which can be found in a drop of pond water, river, stream, water fountains,etc.. While some of these (mostly vegetables) are left to observe without problems, others like animal microorganisms, moving fast  in the the field of view; for a simple visual observation there are no problems, sooner or later the water will evaporate from the slide forcing them to slow down their movements, but if our privilege is to document them with photographs in full of their vital activities, we’ll soon realize that the it is really difficult; movements of cilia, flagella, rapid contractions will be impossible to &#8220;freeze&#8221; without the help  of very short duration illumination such as a flash light. I would add that there are  few but excellent companies engaged in the development of microscopy  cameras whic work perfectly coupled to Flash… unfortunately these products are usually very expensive &#8230;. what then? Here is my experience:</span></p>
<p align="center"><span style="color: #ffff00;">CANON 600D CAMERA AND FLASH CANON EZ 540</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">Since  my  intent is to use the Flash whit microscope, i  don’t need of an expensive and last generation unit.</span> <span style="color: #ffff00;">I was lucky to find an old EZ540 unit for about 40Euro..it has some usefull functions (see pic above).</span> <span style="color: #ffff00;">This unit allow to set power of light from 1/1 (full power) to 1/128.</span> <span style="color: #ffff00;">What you should keep in mind is that the reduction of the power of Flash light is implemented through a reduction in its duration, then the duration of the lightning is THE EFFECTIVE TIME OF LIGHTING OF OUR SAMPLE when there are no other sources of lighting.</span> <span style="color: #ffff00;"> If we consider for example that: with a power of the flash of 1/1 (max power) its duration is about 1/800 sec., when power is reduced to 1/128 sec. ,duration time come down to  1/30.000 &#8211; 40,000 sec. this way , therefore, it  freeze any rapid movement, including that of the mirror of the camera. usually I use power range from 1/32 to 1/8 o, so even other cheaper Flash should be ok.  </span> <span style="color: #ffff00;">See some examples below</span> <span style="color: #ffff00;"> </span>     <img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/vortic.jpg" alt="vortic" width="520" height="569" />   <img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/copepod.jpg" alt="copepod" width="660" height="360" /></p>
<p align="center">COME APPLICARLO AL MICROSCOPIO?</p>
<p>La scelta di accoppiare al nostro microscopio, tutto il sistema Flash, dipende da alcuni fattori , primo tra tutti il tipo di microscopio………..premetto che una cavo flessibile è d’obbligo. Qui descrivo come l’ho applicato ad un vecchio Zeiss PHOTOMICROSCOPE e su un microscopio cinese. Il mio zeiss è dotato di un modulo aggiuntivo che permette l’utilizzo di due illuminatori (vedi foto in basso).   <img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/immagine-002.jpg" alt="immagine-002" width="800" height="600" /> Il grosso illuminatore superiore è completamente smontabile; ciò mi permette di separare l&#8217;enorme calotta dal gruppo lenti responsabili dell’applicazione del principio di Kholer ; non potevo avere condizione migliore per il montaggio del Flash. In basso i particolari e  lo schema :</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/calotta.jpg" alt="calotta" width="600" height="400" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 810px"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/calotta-con-adattatore.jpg" alt="calotta-con-adattatore" width="800" height="600" /><p class="wp-caption-text">schema con adattatore autocostruito</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/schema-flash.jpg" alt="schema-flash" width="720" height="720" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Poiché la parabolina del Flash può portare alla presenza  di frange cromatiche nell’immagine, andrebbe utilizzato un filtro diffusore a grana media (vedi sotto) , ben diverso da quello satinato che assorbirebbe troppa luce. <img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/filtro.jpg" alt="filtro a grana media originale Zeiss!" width="600" height="400" /> <img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/filtro-satinato.jpg" alt="filtro-satinato" width="600" height="400" /></p>
<p>Se non si dispone di uno di questi filtri si può ricorrere ad un espediente: si prende una cartellina per raccoglitori  come quella mostrata in figura in basso , e si ritaglia un quadrato di dimensioni adatte che poi verrà montato su una cornice un po più robusta..ad esempio in cartoncino;</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 810px"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/cartella-ufficio.jpg" alt="cartella-ufficio" width="800" height="600" /><p class="wp-caption-text">cartellina ufficio! effetto sulla luce</p></div>
<p>andrà benissimo per i nostri scopi in quanto il calore  prodotto dal lampo ha un’intensità bassissima e non lo danneggerà. La luce pilota serve ad osservare l’oggetto prima di riprenderlo col Flash; essa deve essere della minima intensità possibile, altrimenti la fotocamera registrerà anche la luce di questa lampada rendendo vano l’utilizzo del Flash.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 810px"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/adattatore-su-photomicroscope-iii.jpg" alt="adattatore-su-photomicroscope-iii" width="800" height="600" /><p class="wp-caption-text">Semplice lampada pilota</p></div>
<p>E’ possibile anche smontare completamente l’unità in modo tale da posizionare dietro al bulbo un led che funga da lampada pilota e poi montare il tutto nell’edicola portalampada;  questa operazione va fatta da chi  ha conoscenze in materia………. .PERICOLO DI SCOSSA ELETTRICA! Visto il funzionamento impeccabile di questa unità, ho preferito lasciarla com’è. Ovviamente non tutti i microscopi sono uguali e dotati di due illuminatori, e se l’intenzione non è quella di disassemblare il tutto, allora andrà bene un metodo più semplice: vedi paragrafo successivo!</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ffff00;">HOW TO APPLY FLASH TO THE MICROSCOPE? The choice of coupling it to our microscope, depends by some factors, first of all the   microscope design &#8230;&#8230;&#8230;.. take into consideration that a flexible cable is a must. Here I describe how I applied it to an old  ZEISS PHOTOMICROSCOPE III  microscope and a Chinese one. My zeiss is equipped with an additional module that allows the use  two light sources (see pic above). The big top illuminator is completely removable, and this allows me to separate from the lampehouse  the  lens group needed to the principle of Kohler.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ffff00;">take a look diagram above</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ffff00;">Since the little reflector of Flash may cause of color fringes, should  be used a diffusion filter better medium grained (left one on pic above). If you do not have one of these filters you can use a trick: take a folder like one  shown in  figure above , and cut out a square of appropriate size which is then mounted on a frame a little more robust. . such as cardboard; it’s  ok  for our purposes because the heat produced by the flash intensity is  very low and will not hurt it. The pilot  light is very useful to observe samples  before shooting  with  Flash;  it must be of the minimum intensity possible, otherwise the camera will also record the light from  this lamp  making useless the    Flash. It’s also possible to disassemble the unit in order to fit  a LED  behind  Flash bulb, it should be done by those who have knowledge &#8230;&#8230;&#8230;. . RISK OF ELECTRIC SHOCK!</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ffff00;"> I preferred  leave it as is. Obviously not all microscopes are the same in design , with two light, and if the intention is to not disassemble the unit, you can follow a  simpler method: see next paragraph!</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ffff00;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ffff00;"> </span></p>
<p align="center">            IL FLASH SU UN MICROSCOPIO PIU’ SEMPLICE</p>
<p>Molto più semplice è l’adattamento di un Flash su un microscopio con illuminatore all’interno della base; in questo caso è sufficiente procurarsi  presso un vetraio, una lastra di vetro semiriflettente non molto grande ..circa 3&#215;3 cm o 4x3cm e disporla a 45° sul micro in corrispondenza dell’illuminatore; in questo caso la lampada pilota non è necessaria in quanto si sfrutta direttamente, la luce del microscopio mentre il vetrino rimanda nel tubo ottico la luce del lampo. Consiglio di usare un filtro diffusore davanti al bulbo del flash.</p>
<p align="center"><span style="color: #ffff00;"> FLASH ON A SIMPLER MICROSCOPE</span></p>
<p align="center"><span style="color: #ffff00;">Much simpler is the adaptation of a flash on  a microscope whit  illuminator inside the base (see pic above);</span></p>
<p align="center"><span style="color: #ffff00;">You need  a semi-reflective glass.. approx 3&#215;3 cm or 4x3cm and place at  45° on the microscope base  in correspondence of the illuminator; in this case the pilot lamp is not necessary because you use directly, the light of the microscope while the slide reflect  in the optical tube the light of Flash</span></p>
<p align="center"><span style="color: #ffff00;"> I recommend using a diffuser filter  in front of the flash bulb.</span></p>
<p align="center"><span style="color: #ffff00;"> </span></p>
<p align="center">E CHI NON HA UNA FOTOCAMERA CON LA SLITTA PER FLASH???</p>
<p>Se si possiede una fotocamera senza slitta per il flash si può ricorrere ad un metodo per nulla impossibile; chi scrive per molto tempo ha utilizzato compatte della Canon serie POWERSHOT..l’ultima è stata il modello 540is. Con una fotocellula ed un vecchio flash (del quale ha smontato il bulbo),anche una semplice digicam può rivelarsi eccellente per i nostri scopi. Una delle foto in basso mostra la perfetta sincronia tra fotocamera e luce flash; tuttavia devo dire che non sono sicuro che tutte le compatte vadano bene, provai infatti a suo tempo una Fuji e900 la quale, forse  per errore mio, non garantiva gli stessi risultati.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/aattatore-compatta.jpg" alt="aattatore-compatta" width="600" height="480" /><p class="wp-caption-text">adattatore con fotocellula (non visibile in foto)</p></div>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/sincronia.jpg" alt="sincronia" width="600" height="480" /><p class="wp-caption-text">perfetta sincronia tra canon powershot A540 -570is e fotocellula</p></div>
<p align="center">*****</p>
<p align="center"><span style="color: #ffff00;">AND WHO DO NOT HAVE A CAMERA WITH SLIDE FOR FLASH?? If you have a camera without Flash slide like a compact one you can try a symple method not impossible,  for many times i used the compact Canon PowerShot series .. the last one was the model 540is. With a photocell and an old flash (which i removed the bulb), even a simple digital camera can be excellent for our purposes. One of the  photo above shows the perfect synchronization between camera and flash light, but I must say that I&#8217;m not sure that all the compact cameras are good ; I tried also a Fuji e900, which, perhaps for my mistake, did not provide the same results .</span></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">05 10 2013</span></span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">Aggiornamento-Update</span></span></strong></p>
<p align="center"><span style="color: #ffffff;">Le immagini  che seguono si riferiscono ad un miglioramento del sistema tramite un raccordo autocostruito e un illuminatore della LOMO che permette la focalizzazione del filamento; </span></p>
<p align="center"><span style="color: #ffffff;">Posizionando a &#8220;tandem&#8221; il bulbo e l&#8217;illuminatore, il sistema appare molto più comodo da usare in quanto col potenziometro si può regolare a piacimento la luce pilota (prima era fissa), in secondo luogo il bulbo, giacendo perfettamente nel punto in cui viene focalizzato dalla lente, non ha la necessità di filtri semiopachi, per cui la quantità di luce appare più che adeguata anche alla minima potenza del flash e con ingrandimenti medio-alti, sia in DIC che Contrasto di Fase.</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"> The following images show an improvement of the system through an homemade adapter and an illuminator of the LOMO which allows the focus of the filament;</span> <span style="color: #ffff00;">By placing a &#8220;tandem&#8221; the bulb and the illuminator, the system is sympler to use as with potentiometer you can adjust intensity of pilot lamp (before it was fixed), secondly the bulb, lying perfectly at the point where is focused by the lens, does not have the need of semi-opaque filters, then the quantity of light appears very adequate, even at minimum power of the flash and with  medium-high magnifications  also with DIC , Phase Contrast etc.</span>     <img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/adatta.jpg" alt="adatta" width="621" height="472" /> <img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/bulbo.jpg" alt="bulbo" width="673" height="521" /><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/kholer.jpg" alt="kholer" width="677" height="479" /> <img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/lomo-ill.jpg" alt="lomo-ill" width="689" height="507" /> <img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/completo.jpg" alt="completo" width="673" height="513" />     NOTE: <strong>oltre a ribadire per l’ennesima volta la pericolosità degli accumulatori dei Flash, preciso che</strong>: -       Non tutte le unità Flash sono uguali; quella presa in considerazione in queste pagine, anche se un po’ datata  è perfettamente compatibile con le fotocamere moderne se è utilizzata in manuale. Oltretutto ha una tensione trigger di circa 6v abbondantemente al di sotto di quella di funzionamento della fotocamera. Come questa unità ve ne sono molte altre, di aziende diverse, che sono eccellenti. Altre invece possono rilasciare tensioni molto più elevate e qui il rischio di “friggere” i componenti interni della fotocamera è molto alto; per questo motivo , nel dubbio, consiglio di utilizzare una resistenza WEIN SAFE SYNC (<a href="http://www.weinproducts.com/safesyncs.htm">http://www.weinproducts.com/safesyncs.htm</a>)  la quale ridurrà qualsiasi tensione di qualsiasi flash inserito nella Hot Shoe (slitta) a 6v, senza rischi per la fotocamera. -       Questo articolo sarà in continuo aggiornamento in base a personali nuove esperienze. -       Un eccellente articolo in inglese sull’utilizzo del flash nella fotomicrografia lo si può trovare qui: <a href="http://www.krebsmicro.com/microsetup2/index.html">http://www.krebsmicro.com/microsetup2/index.html</a></p>
<p align="center">******</p>
<p><span style="color: #ffff00;">NOTES: In addition to affirming once again the danger of  Flash condenser i  precise that: &#8211; Not all flash units  are the same; the old one  considered in these pages is perfectly compatible with modern cameras, if used in manual mode. Moreover has a trigger voltage of about 6V well below that of operation of the camera. As this unit there are many other, of different companies, which are excellent. Other units ,instead, can relase higher voltages and  the risk to burn  the camera&#8217;s internal components is very high and for this reason, when in doubt, I recommend using a resistance WEIN SAFE SYNC ( </span><a href="http://www.weinproducts.com/safesyncs.htm"><span style="color: #ffff00;">http://www.weinproducts.com/safesyncs.htm</span></a><span style="color: #ffff00;"> ) which will reduce any hign tension  for any flash on the Hot Shoe (slide) to 6v, without risk to the camera. &#8211; This pages will be continuously updated based on personal experiences. &#8211; An excellent article in English on the use of flash in photomicrography you can find it here:</span> <a href="http://www.krebsmicro.com/microsetup2/index.html"><span style="color: #ffff00;">http://www.krebsmicro.com/microsetup2/index.html</span></a></p>
<p style="text-align: center;">                                                                                                                                                                                   <em>Arturo Agostino</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Breve descrizione del microscopio stereoscopico LOMO MBC-10</title>
		<link>https://www.microscopeitaly.it/2011/09/26/breve-descrizione-del-microscopio-stereoscopico-lomo-mbc-10/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 13:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Microscopia]]></category>

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		<description><![CDATA[Brief Review of the stereoscope LOMO MBC-10 ******* In queste pagine cercherò di dare una descrizione più o meno completa del microscopio stereoscopico LOMO MBC-10 comperato  usato sul web per circa 150 Euro. Il pezzo in mio possesso era sprovvisto di quelle ergonomiche alette laterali che permettono al braccio di distendersi e rilassarsi durante l’osservazione; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #ffff00;">Brief Review of the stereoscope LOMO MBC-10</span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;">*******</span></h2>
<p>In queste pagine cercherò di dare una descrizione più o meno completa del microscopio stereoscopico LOMO MBC-10 comperato  usato sul web per circa 150 Euro.</p>
<p>Il pezzo in mio possesso era sprovvisto di quelle ergonomiche alette laterali che permettono al braccio di distendersi e rilassarsi durante l’osservazione; a parte questo tutta la dotazione era al completo; essa prevede:<span id="more-284"></span></p>
<p>2 oculari 6x</p>
<p>2 oculari 8x</p>
<p>2 oculari 14x</p>
<p>1 oculare 8x con reticolo per misurazioni micrometriche</p>
<p>1 filtro verde per l’illuminatore</p>
<p>1 ulteriore reticolo per misurazioni a griglia</p>
<p>2 conchiglie per oculari</p>
<p>3 lampade 9v 25w</p>
<p>1 disco in vetro diametro 100mm</p>
<p>1 disco in metallo Bianco/nero diametro 100mm</p>
<p>1 trasformatore 9v e potenziometro</p>
<p>1 cinghia comando specchio di riserva</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una caratteristica di questo microscopio è che il diametro degli oculari non è di 30mm come gli altri stereoscopi, ma di 32mm; Se questo sia un limite o un vantaggio, non sta a me dirlo, ma essendo questa misura molto vicina a quella delle ottiche da astronomia, che nella maggior parte dei casi è 31,8mm, appare chiara la possibilità di utilizzare oculari di maggior pregio e qualità (qualora se ne sentisse la necessità) anche su questo strumento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una volta tolto dall’imballo e piazzato sulla scrivania, la cosa che più colpisce, oltre allo spesso strato si polvere che lo ricopriva, è la  sensazione di robustezza che trasmette;</p>
<p>è praticamente tutto in metallo ad eccezione delle manopole per ingrandimenti e messa a fuoco, ma non è esclusa la possibilità di costruirsi da se o presso un artigiano le stesse manopole in materiale diverso.</p>
<p>Anche la verniciatura è distribuita omogeneamente e senza sbavature ed è resistente ai graffi (prova effettuata con un taglierino in un punto nascosto), tanto è vero che il mio esemplare, nonostante gli anni, non ha nemmeno un graffio!</p>
<p>Il microscopio è composto da alcuni pezzi principali: testa, scatola ingrandimenti , obbiettivo, base, apparato di illuminazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ffff99;">In these pages I’ll try to give a description of the LOMO MBC-10 Stereoscope bought used on the web for about Euro 150.<br />
The piece in my possession was whitout the ergonomic side wings that allow the arm to relax and  during the observation but  the set of accessories was complete; it provides:<br />
2 eyepiece 6x<br />
2 eyepiece 8x<br />
2 eyepieces 14x<br />
1 eyepiece 8x with micrometric reticle<br />
1 green filter for the illuminator<br />
1 second micrometric disc whit a grid<br />
2 shells for eyes<br />
3 9v 25w lamps<br />
1 glass disc diameter 100mm<br />
1 hard metal white / black 100mm diameter<br />
1 9v transformer and potentiometer<br />
1 spare drive belt mirror</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;">A feature of this microscope is that the diameter of the eyepiece tube is not like other stereoscopes 30mm, but 32mm; If this is a limitation or a benefit, not for me to say, but since this measure is very similar to that of the  astronomy optics that in most cases is 31.8 mm, the user can use high quality eyepiece on this instrument.</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;">Once unpacked and placed on the desk, the thing that hit the user is the sensation of a solid instrument.</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;">It’s almost all metal except for the knobs for magnification and focusing.</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;">Even the paint is homogeneous and scratch resistant (test carried out with a cutter out of sight).<br />
The microscope is composed of several main parts: head, box zoom, focus, base, lighting apparatus.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ffff00;"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/a-1_0.jpg" alt="a-1_0" width="469" height="646" /><span style="color: #ffff00;"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/a-2_0.jpg" alt="a-2_0" width="467" height="646" /><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/a-3_0.jpg" alt="a-3_0" width="514" height="647" /></span></span></span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"> </span></span></span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"> </span></span></span></p>
<p align="center">LA TESTA</p>
<p align="center"><span style="color: #ffff99;">The head</span></p>
<p align="center">
<p>Viene mantenuta in sede da una vite che agisce sul una coda di rondine.</p>
<p>Avvitati ad essa vi sono due tubi porta oculari uno dei quali è provvisto di manopola per la regolazione diottrica; l’interno di entrambi è perfettamente brunito e ciò evita qualsiasi riflesso.</p>
<p>La piccola manopola visibile a sinistra (foto 1), serve a variare la distanza tra i due oculari (regolazione interpupillare); tutta la tecnica, però, viene messa in evidenza una volta levata la calotta svitando le tre viti.</p>
<p>All’interno vi sono i prismi e su di essi due anelli in gomma che credo servano ad impedire l’accesso alla polvere; una cosa interessante è il dispositivo della regolazione interpupillare, infatti la forza di torsione impressa sulla manopola viene trasferita al meccanismo interno tramite una sorta di bilancere che funge da snodo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ffff99;">The head is fitted on microscope trought a screw which acts on the dovetail.</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;">On top there are two tube (darkned inside) for eyepiece and one of these has a knob for dioptric adjustment.</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;">The little knob on the left (pic 1) make possible interpupillary adjustment.</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;">Inside there are prisms and on them two rubber rings  to prevent access to the dust; an interesting thing is the device of the interpupillary adjustment, because the torque impressed on the handle is transferred to the internal mechanism by a kind of junction.</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;"> </span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/a-1_1.jpg" alt="a-1_1" width="811" height="630" /><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/a-2_1.jpg" alt="a-2_1" width="747" height="629" /></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">LA SCATOLA INGRANDIMENTI</p>
<p align="center"><span style="color: #ffff99;">MAGNIFICATION BOX</span></p>
<p>Essa è vincolata al meccanismo di messa a fuoco. All’interno è visibile il sistema a tamburo Galileano la cui rotazione è attivata tramite le due manopole poste ai lati della scatola.</p>
<p>Ad ogni scatto si ottiene un ingrandimento determinato da lenti singole oppure dalla combinazione delle stesse, a seconda della rotaazione del tamburo. Cosa particolare è che gli ingrandimenti non aumentano o diminuiscono progressivamente al ruotare della manopola (ad esempio ruotandola in un senso si avranno in ordine 1x 2x 0,6x 4x etc.) ma questa è una noia del tutto superabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ffff99;">The magnification box consists of a Galilean drum whose rotation is activated by the two knobs on the sides of the box.</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;">For every shot you get a magnifying determined by the individual lenses  or their combination, depending on the rotation of the drum. Particular thing is that magnification does not increase or decrease gradually to turn the knob (eg turning in a sense we have in order 1x 2x  0.6x  4x etc..) But this is only a little  trouble.</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/scatola-ingrand.jpg" alt="scatola-ingrand" /></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">L’OBBIETTIVO</p>
<p align="center"><span style="color: #ffff99;">THE OBJECTIVE</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si trova proprio al di sotto della scatola ingrandimenti ed è fissato tramite la solita vite di fermo.</p>
<p>Esso presenta un ottimo trattamento antiriflesso su entrambe le parti, così come tutte le ottiche di questo strumento e immagino che il fattore di ingrandimento sia 1x.</p>
<p>In combinazione con le ottiche della scatola ingrandimenti e gli oculari permette un range che va da circa 4x a circa 100x; per chi non si accontentasse vi è in listino una lente addizionale 2x (  SF-AO2X  ) da applicare sull’obbiettivo che ne raddoppia tutti i fattori, potendo così arrivare a ridosso dei 200x; attenzione però, si tratta di uno stereoscopio e tutti questi ingrandimenti non servono, anche perché all’aumentare di questi si riduce il classico effetto 3D.</p>
<p>Sulla calotta metallica che ricopre le lenti dell’obbiettivo, trova posto una braccio snodabile con un anello che accoglie l’illuminatore nel caso in cui si osservino oggetti opachi il luce incidente!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ffff99;">It is located directly below the magnifications box and  fixed by the usual screw.</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;">It has an excellent anti-reflective coating on both sides, as well as all the optics of this instrument and I imagine that the magnification is 1x.</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;">In combination with the optical magnification of the box and eyepieces allows magnification from 4x to 100x, for those not satisfied there is, an additional lens 2x (SF-AO2X) to be applied on the objective that doubles all factors, this way you can get about 200x, but be careful, it&#8217;s a stereoscope, and all these magnifications reduce the classic 3-D effect.</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;">On the metal cap covering the objective lens, is placed a jointed arm with a ring which houses the illuminator to  observe solid objects whit incident light!</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;"> </span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/lomo-obb.jpg" alt="lomo-obb" width="1066" height="732" /><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/lomo-obb2.jpg" alt="lomo-obb2" width="1024" height="774" /></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">LA BASE</p>
<p align="center"><span style="color: #ffff99;">THE BASE</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;"> </span></p>
<p>Si presenta solida e stabile ma senza piedini in gomma, questo può provocare graffiature sulla superficie di appoggio; ho provveduto con del sughero.</p>
<p>Frontalmente  si trova un meccanismo di sgancio a molla che serve a svincolare la parte della base che poggia sul piano; questa porzione è quella che ospita lo specchio.</p>
<p>Nella parte posteriore si trova il foro che accoglie l’illuminatore e una rotella che tramite una cinghia aziona lo specchio; quest’ultimo è dotato di due superfici: una completamente riflettente e l’altra bianca per un’illuminazione più diffusa.</p>
<p>Nella parte più alta della base vi è un’apertura  di 100mm di diametro per inserirvi le varie superfici porta campioni, inoltre vi sono quattro sedi per le mollette ferma campione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ffff99;"> It looks solid and stable but without rubber feet, this can cause scratches on the surface, I arranged with the cork.</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;"> In the front side there is a spring-release mechanism that allows to release the part of the base sitting on the desk, this portion is the one that houses the mirror.</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;"> At the rear there is an hole for  the illuminator and a wheel for mirror adjustment; mirror has two surfaces: a fully reflective and one whit white plate  for diffused light.</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;"> In the highest part of the base there  is an opening of 100mm in diameter for various surfaces sample holder, and there are also four little holes for clips.</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/base.jpg" alt="base" /><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/base2.jpg" alt="base2" /></span></span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/base3.jpg" alt="base3" /></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">L’ILLUMINATORE</p>
<p align="center"><span style="color: #ffff99;">LIGHTING</span></p>
<p align="center">
<p>E’ costituito da un trasformatore stabilizzato 9v 25w con potenziometro, una piccola edicola portalampada provvista di feritoie per il raffreddamento e di una lente condensatrice nella parte anteriore (è possibile proiettare il filamento della lampada); in dotazione vi sono tre lampade da 25w.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ffff99;">It &#8216;consists of a stabilized transformer 9v 25w whit   potentiometer, a small lamp holder equipped with openings for cooling and a condenser lens at the front (you can project the filament lamp),  there are three 25w lamps supplied.</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;"> </span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/illum.jpg" alt="illum" /></span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/ill2.jpg" alt="ill2" /></span></span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/ill3.jpg" alt="ill3" /></span></span></span></p>
<p align="center">
<p align="center">LA RESA OTTICA</p>
<p align="center"><span style="color: #ffff99;">OPTICAL PERFORMANCE</span></p>
<p align="center">
<p>Trattandosi di un sistema acromatico, l’abberrazione cromatica non manca; essa appare più accentuata usando oculari con fattore di ingrandimento elevato, ma l’uso del filtro verde in dotazione migliora la visione sopratutto in termini di contrasto.</p>
<p>Anche la planarità non è male tranne che con fattore di ingrandimento 0,6x, infatti in questa condizione rimane a fuoco soltanto la zona centrale del campo immagine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ffff99;">Because it is a chromatic system there is a chromatic abberration, it seems more emphasized with higher magnification eyepiece, but the use of green filter supplied make better vision particularly the contrast.</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;">  The flatness is not bad except that with x 0.6 magnification factor, because in this condition remains in focus only the central area of the image field.</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;"> </span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/focus.jpg" alt="focus" width="865" height="658" /><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/focus2.jpg" alt="focus2" width="864" height="673" /></span></span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/vite.jpg" alt="vite" width="600" height="522" /><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/vite2.jpg" alt="vite2" width="632" height="521" /><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/vite3.jpg" alt="vite3" width="599" height="517" /><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/vite4.jpg" alt="vite4" width="631" height="518" /></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/vite5.jpg" alt="vite5" width="596" height="492" /><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/vite6.jpg" alt="vite6" width="637" height="494" /></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"> </span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/scheda-elettr.jpg" alt="scheda-elettr" width="935" height="843" /><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/scheda-lett-2.jpg" alt="scheda-lett-2" width="934" height="736" /><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/scheda-ellet-3.jpg" alt="scheda-ellet-3" width="934" height="733" /><span style="color: #ffff00;"><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/scheda-elett-4.jpg" alt="scheda-elett-4" width="935" height="691" /></span></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p align="center">CONCLUSIONI PERSONALI</p>
<p>                                                                                                                                                                                                                                                    <span style="color: #ffff99;">PERSONAL CONCLUSIONS</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Considerando il prezzo del nuovo che si aggira, nel migliore dei casi, intorno a 300€ + spedizione dagli USA, la soddisfacente fattura ottica e maccanica, credo che valga la pena farci un pensiero.</p>
<p>Per chi volesse documentare le proprie osservazioni, esiste un adattatore per foto/video-camera (SF-FA) da applicare tra la testa e la scatola ingrandimenti; tramite un prisma è possibile inviare il 90% della quantità di luce al sistema di ripresa; è chiaro che un tale accessorio permette un utilizzo in toto dello strumento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ffff99;">Considering the price of the new, about 300 € plus shipping from the USA, and the good optic and mechanic feature, I think that is nice  alternative to the expensive Zoom models. Those who want to document their observations, there is an adapter for photo / video camera (SF-FA) to to apply between the head and the box magnification, through a prism you can send 90% of the amount of light to the camera system.</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;"> </span></p>
<p>Note:</p>
<p>Ho volontariamente omesso di citare il sistema di messa a fuoco in quanto è il classico ‘ pignone e cremagliera’;</p>
<p>ho dovuto rimuovere un po di grasso che ormai era indurito e quindi provvedere ad una lubrificazione delle parti dentate con del grasso al litio e il tutto sembra scorrere meglio.</p>
<p>Per gli accessori di questo microscopio si dia un’occhiata al link in basso:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ffff99;">I have deliberately omitted to mention the system of focus as it is the classic &#8216;rack and pinion&#8217;;</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;"> I had to remove some hardened grease and I made a relube of gears with lithium grease and everything seems to working better.</span></p>
<p><span style="color: #ffff99;"> For this microscope accessories take alook the link below:</span></p>
<p><a href="http://www.lomoplc.com/sf_series_accessories.htm">http://www.lomoplc.com/sf_series_accessories.htm</a></p>
<p>Cordialmente</p>
<p style="text-align: right;">Arturo Agostino</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>DELAMINAZIONI E TENTATIVO DI RIMEDIO</title>
		<link>https://www.microscopeitaly.it/2011/06/23/delaminazioni-e-tentativo-di-rimedio/</link>
		<comments>https://www.microscopeitaly.it/2011/06/23/delaminazioni-e-tentativo-di-rimedio/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 17:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Microscopia]]></category>

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		<description><![CDATA[DELAMINAZIONI E TENTATIVO DI RIMEDIO Come molti sapranno , uno dei problemi più gravi che affliggono i sistemi ottici del nostro microscopio, sono le delaminazioni. Queste altro non sono che scollamenti che avvengono tra due superfici ottiche che siano lenti prismi etc. Difficile dire quale sia la causa ; forse un collante che nel corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>DELAMINAZIONI E TENTATIVO DI RIMEDIO</strong></p>
<p>Come molti sapranno , uno dei problemi più gravi che affliggono i sistemi ottici del nostro microscopio, sono le delaminazioni.</p>
<p>Queste altro non sono che scollamenti che avvengono tra due superfici ottiche che siano lenti prismi etc.</p>
<p>Difficile dire quale sia la causa ; forse un collante che nel corso degli anni si deperisce oppure  il diverso coefficiente termico tra le ottiche stesse e le montature metalliche  che le ospitano, ottone primo tra tutti; fatto stà che questa specie di “cancro” dell’ottica c’è e lentamente avanza portando ,prima o poi , ad  un totale inutilizzo dell’ottica o prisma che sia.</p>
<p>Personalmente trovo fastidioso sapere e vedere che  un  elemento ottico (in particolar modo se mi appartiene) sta andando incontro alla fine senza almeno provare a rimediare; ed è quello che stava succedendo ad un mio prisma DIC (numero I) del terzo sistema interferenziale Zeiss 160mm.</p>
<p>Quello che ho fatto è appunto cercare di ragionarci un attimo su e tentare qualcosa; premetto che ero ben consapevole che avrei potuto rimetterci il prisma in caso di manovre azzardate ma ho voluto rischiare comunque…</p>
<p>Il condensatore che  ospita anche il prisma in questione è stato acquistato nell’Aprile 2008 dal Nord America; nel momento in cui l’ho ricevuto aveva una delaminazione con uno spessore circa 2-2,5mm (come si vede dalla foto in basso). Ho notato che ogni anno con l’arrivo della stagione calda (Maggio – Ottobre) la delaminazione avanzava di un certo ammontare per poi rimanere stabile nella stagione fredda e ricominciare ad avanzare l’anno seguente;</p>
<p>nella foto è possibile vedere le bande di accrescimento che si sono formate in questi anni che lo possiedo ed è facile notare che :<span id="more-251"></span></p>
<p>il condensatore ha almeno 20 anni e anche di più e che fino al 2008 si è delaminato un poco, ma in 3 anni con la nostra escursione termica si è delaminato anche di più in un tempo minore…quindi alla luce di tutto ciò mi viene da pensare che la colpa non è solo del collante ma ci devono essere altre cause come ad esempio il diverso coefficiente di dilatazione termica esistente tra la struttura in ottone che regge il prisma e il prisma stesso. Ovviamente questa è una mia ipotesi soltanto!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ffff00;">DELAMINATIONS AND ATTEMPT TO REPAIR</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">As many microscopists will know, one of the most serious problems of our optical microscope , are delaminations.<br />
These are decementings that occur between two opticals surfaces   lenses , prisms etc..<br />
Hard to say what is the cause, perhaps a glue that deteriorates over the years or the different thermal coefficient between the optical and metal mounting, brass first of all.</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"> The fact is that this sort of &#8216;cancer&#8217; of  optics is advancing and slowly ,sooner or later, it’ll make optics unusable.</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"> personally I’ve trouble when I see that an optical element (especially if it one of mine) is going to the end without at least trying to remedy, and that&#8217;s what was happening to my prism DIC (number marked “I”) of the third system, 160mm Zeiss interferential .<br />
What I did is just tryed to reason  for an instant.</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"> I was aware that I could lose the prism in the case of risky proceedings, but I still want to risk &#8230;<br />
The condenser, which also houses the prism in question was purchased in April 2008 from North America, when I received it had a delamination with a thickness of about 2-2,5 mm (as shown in the photo below) . I noticed that every year, with the arrival of the warm season (May to October) the delamination advance of a certain amount and then remain stable in the cold season and start moving forward again the following year;<br />
in the photo you can see the growth bands that were formed during these years and it is easy to understand that:<br />
the condensator has at least 20 years and more, and that until 2008 was delaminated a little, but in 3 years with our temperature range, delamination is grown even more in less time &#8230; than I  think that the problem is not only the adhesive but there must be other causes such as the different coefficient of thermal expansion between the brass structure that holds the prism and the prism itself. Obviously it is only my idea!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="shutterset_" title="Delaminazione Delamination" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/immagine-1763.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_immagine-1763.jpg" alt="immagine-1763" /></a>  <a class="shutterset_" title="linee di progressione lines of progrssion " href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/linee-di-progress.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_linee-di-progress.jpg" alt="linee-di-progress" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>TENTATIVO DI RIMEDIO</strong></p>
<p>La prima cosa che ho fatto, dopo aver tolto il prisma dalla sua sede nel condensatore, è stata quella di analizzarlo visivamente sotto lo stereoscopio.</p>
<p>Il prisma mostrava tutte le zone di contatto sigillate (vedi foto in basso); precisamente:</p>
<p>le zone non arrotondate dove vi era uno spazio più ampio erano sigillate con del silicone, mentre le zone arrotondate che seguivano il profilo del porta prisma in ottone, erano sigillate con una specie di cemento non tanto duro a dire il vero.</p>
<p>Visto che la delaminazione è uno scollamento, ho pensato che il “vuoto” lasciato dal collante poteva essere riempito in qualche modo; anche perché la delaminazione arrivava alla periferia del prisma, quindi proprio da qui si poteva partire; ora che ci penso bene non ricordo di avere mai visto delaminazioni  partire dal centro.</p>
<p>Con un ago ho provveduto ad asportare il silicone e il cemento in corrispondenza della scollatura ead eliminare accuratamente i piccoli residui con un ago ancora più fino (vedi foto). Con lo stesso ago ho iniziato a passarlo sul punto di contatto dei due prismi di Wollaston (dal lato dove era il silicone in corrispondenza della delaminazione).</p>
<p>Fatto ciò ho inserito una piccola goccia di olio da immersione nella stessa apertura ed ho atteso due minuti senza che accadesse nulla.</p>
<p>Ero ormai deciso a rassegnarmi e a rimontare il prisma quando ho notato una piccolissima macchia scura sulla delaminazione che prima non c’era…allo stereoscopio essa mostrava dei sottili filamenti che partivano dalla periferia; non avevo dubbi , qualcosa stava accadendo. Con un phon ho iniziato a soffiare aria calda un poco alla volta; la cosa non cambiava molto perché la goccia di olio che avevo versato in precedenza era ormai colata via ; ormai incoraggiato ho voluto provare il tutto per tutto: ho immerso il prisma in un contenitore con 1 mm di olio da immersione.</p>
<p>20 minuti dopo la delaminazione si era ridotta del 40%; dopo 1 ora vi era un residuo che si è ridotto ancora quando, sistemato il prisma su una piccola morsa, gli ho soffiato aria calda (attenzione: soffiare poco alla volta altrimenti il calore eccessivo potrebbe lesionare il prisma). 3 ore dopo era rimasto circa il 5% . come è possibile vedere dalle foto</p>
<p>Tutto questo procedimento è stato effettuato circa 2 mesi fa; oggi che scrivo l’articolo con l’Estate ormai iniziata vi comunico che anche quel residuo è sparito..adesso il prisma sembra nuovo e spero lo rimanga almeno per un bel po’.</p>
<p>Farò ovviamente dei controlli in autunno e se le cose non cambiano cercherò di sistemarmi anche qualche altro prisma.</p>
<p>Incrociamo le dita allora!!</p>
<p>Cordialmente</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Arturo Agostino</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">                                                                                                                                                                                                                       <span style="color: #ffff00;">             ATTEMPT TO REPAIR</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">The first thing I did, after removing the prism from its hole in the condenser, was to inspect it  under the stereoscope.<br />
The prism showed all the contact areas sealed (see photo below):<br />
Not rounded areas where there was a larger space was sealed with silicon, while the rounded areas that followed the profile of the prism, (brass holder), were sealed with a kind of cement i not so hard .<br />
Since delamination is a detachment, I thought that the &#8220;empty zone&#8221; could be filled in some way, because the delamination reached the border of the prism; then I  started from here, and now that I think well I do not remember have never seen delaminating from the center.<br />
I used a needle to remove the silicon and cement  (see photo). With the same needle I started to pass it on the point of contact of the two Wollaston prisms (from the side where was  the delamination).<br />
Without silicon, I added a small drop of immersion oil in the same opening and waited two minutes……. nothing happened.<br />
I was now determined to resign and replace the prism when I noticed a small dark spot on the delamination was not there before &#8230; it showed the stereoscope of thin filaments that started from the periphery, I had no doubt, something was happening. I began with a hair dryer to blow hot air a little at a time, it did not change much  ;</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"> encouraged now I wanted to try all out: I dipped the prism in a container with 1 mm of immersion oil.<br />
20 minutes after, the delamination was reduced by 40%;</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"> after 1 hour there was a residue that was reduced even when the prism placed on a small vise, I have blown hot air (note: just blow a little  or the excessive heat could damage the prism).</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">3 hours later it was still around 5%. As you can see from the photos<br />
All this procedure was performed about 2 months ago.</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"> today that I am writing this article in the summer I’m happy to inform you that residue is gone out now .. the prism looks new and I hope it remains for a long time!</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">of course  i&#8217;ll  control it  in the October -November and if it do not change I will try to “repair” some of the other prism.<br />
Fingers crossed then!<br />
Cordially</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">Arturo Agostino</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/vista-generale.jpg" alt="vista-generale" width="468" height="328" />             <img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/silic.jpg" alt="silic" width="470" height="326" /><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/immagine-1785.jpg" alt="immagine-1785" width="461" height="326" /><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/immagine-1781.jpg" alt="immagine-1781" width="480" height="338" /></p>
<p><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/cura-parziale.jpg" alt="cura-parziale" width="487" height="336" />                      <strong><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/delam-riman-20m.jpg" alt="delam-riman-1 ora" width="461" height="340" />        <strong><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/delam-rim.jpg" alt="delam-rim" width="481" height="338" />               <strong><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/003.jpg" alt="003" width="514" height="353" /></strong></strong></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;ultima immagine mostra il prisma oggi senza segni apparenti di delaminazione!</p>
<p><span style="color: #ffff00;">Last pic show the prism today whit no sign of delaminations!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ffffff;">ECCO COSA NE PENSA UN ESPERTO </span></strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ffffff;">il Dott. Pietro Sini</span></strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;">(risposta alla lettera di Andrea Pierattini)</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/delam.jpg" alt="delam" width="902" height="1171" /></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ffffff;">In basso vengono riportate alcune esperienze da parte di microscopisti che hanno avuto benefici seguendo questo metodo!</span></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ffffff;"><strong><img src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/lettera.jpg" alt="lettera" width="671" height="782" /></strong></span></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ffffff;">Note:</span></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ffffff;">Le parti ottiche sono estremamente delicate e soggette a rotture o lesioni in genere se non vengono adottate le dovute cautele; per cui declino ogni responsabilità per danni eventuali dovute ad interventi maldestri e privi di una conoscenza di base!</span></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ffff00;">Optics part are very delicate and subject to chipping or other damage; so i decline any responsability for damage caused by clumsy actions and lack of basic knowledge!</span></strong></span></p>
<p align="center"><strong><span style="color: #ff0000;">Aggiornato al</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="color: #ff0000;">Updated to</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="color: #ff0000;">21/11/2011</span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ffffff;"> Il prisma si presenta perfettamente trasparente senza la minima traccia di delaminazione!</span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ffff00;">Prism is perfectly clean of any trace of delamination!</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #ffff00;"><strong><span style="color: #ff0000;">27/06/2012</span></strong></span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ffff00;"><strong><span style="color: #ffffff;">A distanza di più di un anno non vi è traccia della delaminazione.</span></strong></span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ffff00;"><strong><span style="color: #ffff00;">Over one year of time, there is NO traces of delamination.</span></strong></span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ffff00;"><strong><span style="color: #ffff00;">                                                                                                              <span style="color: #ff0000;"> 11/07/2013</span></span></strong></span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;"><strong><strong>Dopo due anni nessun segno di delaminazione</strong></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ffff00;"><strong><span style="color: #ffff00;">After  two years no signs of delaminations</span></strong></span></strong></p>
<p><strong>                                                                                                                            <span style="color: #ff0000;">At present 10/12/2016</span></strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Nessuna delaminazione sul prisma</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">                                                                                                                    Absolutely no sign of delaminations</span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #ff0000;">19 03 2020</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;">Prisma perfetto </span><span style="color: #ffff00;">prism perfect</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>INFRARED MICROSCOPY-MICROSCOPIA IN INFRAROSSO (IR)</title>
		<link>https://www.microscopeitaly.it/2010/09/16/infrared-microscopy-microscopia-in-infrarosso-ir/</link>
		<comments>https://www.microscopeitaly.it/2010/09/16/infrared-microscopy-microscopia-in-infrarosso-ir/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 16:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Microscopia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.microscopeitaly.it/?p=226</guid>
		<description><![CDATA[INFRAROSSO (IR) L’infrarosso (IR) è una lunghezza d’onda molto lunga che va dal limite del visibile (720nm) a 1350nm; per inciso: i limiti di cui sopra rappresentano gli estremi che più interessano in fotografia, lunghezze maggiori fino a 1mm non ci interessano. La luce infrarossa è invisibile all’occhio ma non a pellicole (una volta ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">INFRAROSSO (IR)</p>
<p>L’infrarosso (IR) è una lunghezza d’onda molto lunga che va dal limite del visibile (720nm) a 1350nm; per inciso: i limiti di cui sopra rappresentano gli estremi che più interessano in fotografia, lunghezze maggiori fino a 1mm non ci interessano. La luce infrarossa è invisibile all’occhio ma non a pellicole (una volta ne esistevano diverse per questo tipo di riprese) e a sensori CCD/CMOS etc.</p>
<p>Ovviamente le luce IR può essere adoperata in microscopia con risultati degni di nota. Giusto per conoscenza, il primo ad utilizzarla fu August Kohler nel 1891. Il vantaggio di questa radiazione è che materiali normalmente opachi  se osservati in luce normale trasmessa, risultano più trasparenti se osservati con luce IR; così ad esempio, la chitina degli insetti, la clorofilla, campioni densamente colorati, fibre tessili etc., mostreranno nuovi  particolari. Senza entrare nello specifico dei grossi microscopi progettati per l’IR, tutto ciò che ci serve è:<span id="more-226"></span></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Filtro IR</span></strong>: meglio quelli a 720nm, che con normali microscopi vanno più che bene essendo leggermente più trasparenti di quelli da 950nm, almenochè non si disponga di illuminazioni molto intense. Si trovano in quantità sul web.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Camera/telecamera/webcam</span></strong>: senza filtro “IR cut” o con possibilità di inserirlo e disinserirlo al bisogno</p>
<p>La telecamera che possiedo e che mi da ottimi risultati, è una Sony  DCRTRV80E, la quale monta un selettore per inserire e disinserire l’”IRcut” caratteristica questa di molti prodotti Sony ; è ovvio che questo casca a pennello per gli scopi di cui sopra.</p>
<p>Chi non ha una camera specifica, senza svenarsi può utilizzare una webcam (meglio megapixel) a patto che si rinunci un po’ alla qualità e si prenda in considerazione l’idea di smontarla per rimuovere l’ <span style="color: #ff0000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">IR cut</span></strong></span><span style="color: #ff0000;">che di solito si presenta come una sottile lamina di vetro rosato, posta esattamente davanti al sensore!</span></p>
<p>Anche con un’attrezzatura non proprio specialistica, quindi, è possibile trarre soddisfazione nell’osservare campioni o particolari di essi, che prima erano invisibili!</p>
<p>NOTE: Per quanto riguarda la fotomicrografia, non vi sono particolari accorgimenti se non quello che il campione necessita di una nuova messa a fuoco, infatti ciò che è perfettamente a fuoco nel visibile non lo sarà nell’IR e bisognerà correggere!</p>
<p>Devo anche aver letto da qualche parte  che l’IR è dannoso per gli occhi, si eviti dunque, di osservare nell’oculare (anche perché  non serve a nulla) e ci si basi solo  sulle immagini fornite dal sistema elettronico!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/a-1.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_a-1.jpg" alt="a-1" /></a> Filtri -<span style="color: #ffff00;"> filters</span><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/a-2.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_a-2.jpg" alt="a-2" /></a> IR cut <a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/a-5.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_a-5.jpg" alt="a-5" /></a> selettore IR su Sony/<span style="color: #ffff00;"> Sonycam  IR selector</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">The infrared (IR) is a very long wavelength that goes from the edge of the visible (720nm) to 1350nm, incidentally;  the limits mentioned above represent the extremes of interest in photography, longer lengths, up to 1 mm does not interest microscopysts. Infrared light is invisible to the eye but not to film and CCD / CMOS sensor.</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">Obviously, the IR light  can be used  in microscopy with remarkable results. Just to know, August Kohler  was the first to use IR in 1891. The advantage of this radiation is that  material normally opaque  when viewed in normal transmitted light , are more transparent when viewed with IR light, so for example, chitin of insects, chlorophyll, densely colored samples, textiles etc.., show new details . Without entering into the big microscopes designed for IR, all we need is:<br />
<strong><span style="text-decoration: underline;">IR filter</span></strong>: better  720nm, which with ordinary microscopes are just  slightly more transparent than those from 950nm.There are a lot on the web.<br />
<strong><span style="text-decoration: underline;">Camera / camcorder / webcam:</span></strong> whitout &#8220;IR cut&#8221;<br />
The camera I own and that gives me good results, is a Sony DCRTRV80E, which has a switch for activating and deactivating the &#8216;IRcut &#8220;..thi is a characteristic of many Sony products (see above).<br />
If you have not a camera, you  can use a webcam (better megapixels) but you have to take into consideration the idea to disassemble it to remove the&#8217; <span style="color: #ff0000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">IR cut</span></strong> </span><span style="color: #ff0000;">that usually presents as a thin sheet of glass rose (see above), placed exactly on the sensor!<br />
</span>Then, even without specialist equipment ,  you can get satisfaction in observing samples or details of them, invisible before!</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"><br />
NOTE: For photomicrography, there are no special precautions except that the sample requires a new focus, because what is perfectly in focus in normal lighting will not be visible in the IR and you have to correct fine focusing!<br />
I also have read somewhere that the IR is harmful to the eyes, avoid therefore, to observe in the eyepiece and use  only on the images provided by the electronic camera.</span></p>
<p style="text-align: center;">   Alcuni esempi/<span style="color: #ffff00;">some exemple</span></p>
<p style="text-align: left;"><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/a-3.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_a-3.jpg" alt="a-3" /></a><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/a-4.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_a-4.jpg" alt="a-4" /></a><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/a-6.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_a-6.jpg" alt="a-6" /></a><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/a-7.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_a-7.jpg" alt="a-7" /></a></p>
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		<title>Glarex Projection Screen breve descrizione!</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 12:34:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Microscopia]]></category>

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		<description><![CDATA[Glarex Projector Screen L&#8217; accessorio che è visibile nelle foto che seguono, non è strettamente legato ad un&#8217;esigenza particolare in quanto ormai soppiantato da telecamere di ogni tipo, m, a allettato anche dal prezzo non molto alto (intorno a 70€ sul web), ho voluto acquistarlo anche come complemento per il mio Zeiss photomicroscope III&#8230;.&#8230;.assicuro che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>Glarex Projector Screen</strong></p>
<p>L&#8217; accessorio che è visibile nelle foto che seguono, non è strettamente legato ad un&#8217;esigenza particolare in quanto ormai soppiantato da telecamere di ogni tipo, m, a allettato anche dal prezzo non molto alto (intorno a 70€ sul web), ho voluto acquistarlo anche come complemento per il mio Zeiss photomicroscope III&#8230;.<span id="more-201"></span>&#8230;.assicuro che l&#8217;impatto visivo è davvero d&#8217;effetto!inoltre quando non si ha a disposizione una telecamera, oppure  si è un pò svogliati a montare e rimontare la stessa, o ancora quando particolari fonti luminose come L&#8217;UV vengono utilizzate, allora uno strumento del genere può tornare utile!</p>
<p>Il pezzo  presenta  dimensioni e peso abbastanza generosi ma non tanto da impensi<strong></strong>erire la testa e il braccio del vecchio zeiss, ma la vera chicca è   un motore da 1,9v montato  nella parte superiore; questa è una novità rispetto ai modelli di proiezione precedenti.</p>
<p>Tale motore, tramite un meccanismo, ruota uno dei due vetri smerigliati (quello posteriore) in modo oscillatorio in modo tale che la grana della smerigliatura (benchè finissima) non sia assolutamente visibile; ciò rende possibile l&#8217;osservazione anche dei più minuti particolari del campione.</p>
<p><span style="color: #ffff00;">The item  visible in the following pics , is not strictly tied to a particular need because now  cameras of any kind replaced it , but, lured by the price , not very high (around 70 € on the web), I wanted purchase it as a supplement for my Zeiss photomicroscope III! assure that the visual impact is really impressive!</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">when you have not a camera, or you don&#8217;t like  assemble and disassemble the same, or where special light sources are used as the UV, then this screen can help you.The piece presents fairly generous in size and weight but not enough to worry the head and arm of the old Zeiss, but the real gem is a 1.9 V motor mounted on the top, this is a new compared to the previous projection models.</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">This engine, by a mechanism, move one of the two frosted glass (rear one) to oscillatory so that the texture of the grinding (though thin) is  totally invisible, which makes it possible to observe even the most minute details of the sample. </span></p>
<p><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/glarex-micro.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_glarex-micro.jpg" alt="glarex-micro" /></a>Vista generale &#8211; <span style="color: #ffff00;">general view </span><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/glarex-alto.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_glarex-alto.jpg" alt="glarex-alto" /></a> motore -<span style="color: #ffff00;"> motor</span><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/misure-front.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_misure-front.jpg" alt="misure-front" /></a> misure &#8211; <span style="color: #ffff00;">size</span><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/tasform.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_tasform.jpg" alt="tasform" /></a> trasformatore &#8211; <span style="color: #ffff00;">transformer</span><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/trasform.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_trasform.jpg" alt="trasform" /></a> <a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/glarex-diatom.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_glarex-diatom.jpg" alt="glarex-diatom" /></a> vista dei campioni &#8211; <span style="color: #ffff00;">samples view</span><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/campione.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_campione.jpg" alt="campione" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>NOTE:</p>
<p>L&#8217;interruttore al momento dell’arrivo, non funzionava a dovere, cioè a volte si accendeva altre no; convinto ormai che fosse da sostituire ho provato a smontarlo e nell’aprirlo, ho trovato all’interno tutto un sistema meccanico costituito da piccoli pezzi e due bilanceri che, mossi dalla leva dell’interruttore venivano spinti contro le alette metalliche collegate ai fili (immagine in basso); il problema???   ossidazione nelle superfici di contatto.</p>
<p>Ho quindi provveduto alla loro pulitura con dello Xilolo (<span style="color: #ff0000;">ATTENZIONE: prodotto cancerogeno, si eviti di respirarne i vapori</span>) e al riassemblaggio; ora va che è una bomba. Un’ultima cosa: nello smontare l&#8217; interruttore si faccia molta attenzione a non perdere sia la molla che i 4 pezzetti di materiale isolante che vanno al di sopra delle staffette conduttrici.</p>
<p><span style="color: #ffff00;">When i recived package switch did not working good. My idea was to replace it, but when i opened it i found  the problem..ossidation in surfaces of contact (pics below)…so i polished the surfaces whit Xilolo (<span style="color: #ff0000;">ATTENTION: carcinogens product, avoid to breathe fumes</span>) and assempled again all parts.Now it work very very good. If you want to disassemble the switch, please make attentino to not loose the spring and small pieces of insulator material.</span></p>
<p style="text-align: left;"><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/interruttore.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_interruttore.jpg" alt="interruttore" /></a>interruttore smontato &#8211; <span style="color: #ffff00;">disassembled switch</span></p>
<p style="text-align: right;">Arturo Agostino</p>
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		<title>Camcorder sul microscopio</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 14:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Microscopia]]></category>

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		<description><![CDATA[In Questa occasione mostrerò come con un pò di manualità è possibile adattare una semplice videocamera al microscopio ottenendo risultati nettamente superiori a quelli forniti da comuni camere per microscopia di dubbia provenienza e dai risultati mai certi! Premetto che io sono un pò avvantaggiato dal fatto di avere un piccolo tornio il quale mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Questa occasione mostrerò come con un pò di manualità è possibile adattare una semplice videocamera al microscopio ottenendo risultati nettamente superiori a quelli forniti da comuni camere per microscopia di dubbia provenienza e dai risultati mai certi!</p>
<p>Premetto che io sono un pò avvantaggiato dal fatto di avere un piccolo tornio il quale mi permette lavoretti non troppo complicati.</p>
<p>Quello che occorre sono due barrette di delrin del diametro di 50mm e 300mm in lunghezza,  un anello adattatore che si adatti al diametro dell&#8217;obbiettivo della vostra videocamera (nel mio caso 37mm) e l&#8217;obbiettivo di un vecchio proiettore per diapositive..tutto reperibile su ebay..</p>
<p>Io ho preferito realizzare un adattatore in tre pezzi in modo tale da poter  inserire e disinserire per sfruttarlo anche su altri microscopi, come il mio cinese per esempio;<span id="more-135"></span></p>
<p>PEZZO N 1</p>
<p>partendo da una delle due barre di delrin i di 50mm di diametro e 300mm di lunghezza, ne ho tagliata una porzione di circa 120mm e ho inziato   ad asportare esternamente un pò di materiale, circa 0,5mm perchè il pezzo risultava un pò eccentrico, in questo modo l&#8217;eccentricità è stata eliminata. Fatto ciò ho proceduto   a  forare il centro per poi alesare il tutto portandolo al diametro desiderato 25mm in corrispondenza della base e 30,2mm verso la parte superiore&#8230;in tal modo viene a crearsi una scanalatura interna che permette l&#8217;inserimento di un eventuale diaframma qualora dovessereo esserci dei riflessi .</p>
<p>Solo in un secondo momento ho tornito l&#8217;esterno creando anche la coda di rondine per l&#8217;inserimento sul Photomicroscope Zeiss;</p>
<p>NB: nella figura in basso a sinistra si nota  che la coda di rondine non è stata realizzata al margine del pezzo ma è stato lasciato circa 1 cm di materiale, questo perchè nella lavorazione successiva, quando il pezzo dovrà essere inserito nel mandrino del tornio dall&#8217;altro lato, saremo sicuri che le griffe del mandrino faranno presa su questo eccesso che poi scarteremo altrimenti avremo vanificato tutto il lavoro della coda di rondine&#8230;NON DIMENTICHIAMO QUESTO PARTICOLARE.</p>
<p>**********************************************************************</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="result_box"><span style="background-color: #fff;" title="In Questa occasione mostrerò come con un pò di manualità è possibile adattare una semplice videocamera al microscopio ottenendo risultati nettamente superiori a quelli forniti da comuni camere per microscopia di dubbia provenienza e dai risultati mai certi!" onmouseover="this.style.backgroundColor='#ebeff9'" onmouseout="this.style.backgroundColor='#fff'"> </span></span> <span style="color: #ffff00;"> In this iarticle  i show you how  you can adapt a simple camcorder to the microscope to get significantly higher results than those provided by common microscope cameras of dubious origin and whit results never sure! I have a little advantage by having a small lathe which allows me jobs not too complicated.What we need are two  of 50mm diameter and 300mm lenght delrin round bars, an adapter ring that fits the diameter of the objective of your camera (in my case 37mm) and the objective of an old slide projector&#8230;all available on ebay ..I preferred to make an adapter into three pieces so that they can be connected or disconnected to fit it on other microscopes, as my Chinese for example;</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">PART N 1:</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">starting from one of the Delrin rods 50mm in diameter and 300mm long, I cut a portion of about 120mm and I started to remove some outside material, about 0.5 mm because the piece was a little eccentric;  This way eccentricity is eliminated  and I proceeded to  drill the center all bring to the desired diameter 25mm to match the base and 30.2 mm to the top &#8230; so this creates an internal groove allows the inclusion of any diaphragm if there are light  reflections.Only later I turned the outside and also creating dovetail for inclusion on Photomicroscope Zeiss head;NB: in the figure below on the left you notice that the dovetail was not carried on the edge of the piece but i left about 1 cm of material, because in this further processing, where the piece will be inserted into the chuck of the lathe by other side, we are sure that the chuck jaws will hold on this excess, then discard otherwise we will destroy all the work of dovetail &#8230; DO NOT FORGET THIS.</span></p>
<p><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/lav-primo-pezzo.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_lav-primo-pezzo.jpg" alt="lav-primo-pezzo" /></a>    <a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/pezzo-1.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_pezzo-1.jpg" alt="pezzo-1" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PEZZO n 2</p>
<p>Il secondo pezzo del nostro raccordo prevede una lunghezza totale di 150 mm ed è formato da una base inferiore di 30,2mm di diametro che si inserirà nel pezzo 1, e una parte superiore che accoglierà il gruppo obbiettivo che vedremo più avanti</p>
<p>anche quì, il consiglio è quello di iniziare ad alesare l&#8217;interno lasciando un&#8217;apertura di 44mm di diametro e profonda 50mm come si vede nella seconda foto</p>
<p><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/secondo-pezzo.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_secondo-pezzo.jpg" alt="secondo-pezzo" /></a> <a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/lavo-secondo-pezzo.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_lavo-secondo-pezzo.jpg" alt="lavo-secondo-pezzo" /></a>  <a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/lav-secondo-pezzo.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_lav-secondo-pezzo.jpg" alt="lav-secondo-pezzo" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ffff00;">PART n 2</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">Second piece is 150mm lenght and it has </span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">a lower base of 30.2 mm in diameter that will fit in  piece n. 1, and a top that  has an opening of 44mm diameter and 50mm deep as shown in second picture; in this opening you&#8217;ll fit the 3 piece (objective group)</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">Again, the advice is to start boring the piece.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PEZZO n 3</p>
<p>L&#8217;ultimo pezzo prevede la creazione di un blocco da inserire nel pezzo2 e che possa ospitare l&#8217;obbiettivo del proiettore e l&#8217;anello filettato che avviteremo sulla videocamera; ovviamente ognuno dovrà crearlo della misura adeguata visto che non tutti gli obbiettivi da proiettori sono uguali.</p>
<p><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/terzo-pezzo.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_terzo-pezzo.jpg" alt="terzo-pezzo" /></a> <a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/varie-parti.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_varie-parti.jpg" alt="varie-parti" /></a> una volta creati tutti i pezzi sono passato ad inserire alcuni grani di fissaggio per l&#8217;anello filettato e per il blocco del secondo pezzo in modo tale da non regolare la parfocalità ogni volta che uso la telecamera.</p>
<p><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/img_6873.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_img_6873.jpg" alt="img_6873" /></a>         <a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/raccordo-finito.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_raccordo-finito.jpg" alt="raccordo-finito" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ffff00;">PART n 3</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"> </span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"> </span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">The last piece is to create a block to fit in part 2 and can accommodate the lens of the projector and the threaded ring that screws on the camera;  obviously everybody should create the appropriate measure since not all objectives of  projectors are equal.</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">  Once all the pieces are passed you can use some  screws for locking ring and  second piece in order to  have always parfocality by camera and eyepieces!</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco una visione di insieme di tutto l&#8217;apparato..da notare che alla Sony hanno pensato bene di dotare questa telecamera della funzione webcam..in questo modo è possibile tenerla collegata contemporaneamente al televisore e al Pc il che rende possibile ottenere in tempo reale ad esempio le misurazioni dell&#8217;oggetto osservato ;</p>
<p>basta avere un software per misurazioni come ad esempio l&#8217;eccellente  MICAM che tra l&#8217;altro è gratuito ( <a href="http://science4all.nl/?Microscopy_and_Photography">http://science4all.nl/?Microscopy_and_Photography</a> )</p>
<p>in basso sono riportati i link di alcuni filmati che ho girato di recente con questo trabiccolo!!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ffff00;">Here you can see the adaptor ready to use..Please look like this Sony camcorder has a webcam function too..</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">this way you can connect it simultaneously to the TV and the PC and you can get ,for istance, real time measurement of sample observed..you need a software like exellent MICAM ( </span><a href="http://science4all.nl/?Microscopy_and_Photography"><span style="color: #ffff00;">http://science4all.nl/?Microscopy_and_Photography</span></a><span style="color: #ffff00;"> )</span></p>
<p><span style="color: #ffff00;">links below are some of mine  taken whit this homemade system!</span></p>
<p><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/adattatore-completo.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_adattatore-completo.jpg" alt="adattatore-completo" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>links:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tM5Wc2sDmc0">http://www.youtube.com/watch?v=tM5Wc2sDmc0</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tIW2rj4QRHY&amp;feature=channel">http://www.youtube.com/watch?v=tIW2rj4QRHY&amp;feature=channel</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZlRdQ3AHCpo&amp;feature=channel">http://www.youtube.com/watch?v=ZlRdQ3AHCpo&amp;feature=channel</a></p>
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		<title>TRASFORMARE IL LOMO APO PER IL CONTRASTO DI FASE</title>
		<link>https://www.microscopeitaly.it/2009/11/30/trasformare-il-lomo-apo-per-il-contrasto-di-fase/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 12:47:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Microscopia]]></category>

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		<description><![CDATA[TRASFORMARE IL LOMO APO PER IL CONTRASTO DI FASE (Giusto per divertimento)   HOW TO MODIFY ABRIGHTFIELD OBJECTIVE IN A PHASE CONTRAST ONE (just for fun)   In questo articolo descrivo una personale esperienza circa la trasformazione di un obbiettivo per campo chiaro, in modo tale da poterlo utilizzare in Contrasto di fase..il Lomo apo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>TRASFORMARE IL LOMO APO PER IL CONTRASTO DI FASE (Giusto per divertimento)</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong><em><span style="color: #ffff00;">HOW TO MODIFY ABRIGHTFIELD OBJECTIVE IN A PHASE CONTRAST ONE (just for fun)</span></em></strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p>In questo articolo descrivo una personale esperienza circa la trasformazione di un obbiettivo per campo chiaro, in modo tale da poterlo utilizzare in Contrasto di fase..il Lomo apo 10x.</p>
<p>Questo ,come molti altri, possiede la lente posteriore proprio a portata di mano (fig.1) per cui inserire un anello di fase non dovrebbe essere un problema!</p>
<p>Tutti, gli obbietti di fase montano il proprio anello incollato tra le lenti del doppietto posteriore, indi si capisce che è operazione assolutamente sconsigliabile provare a fare modifiche in tal senso;</p>
<p><span id="more-52"></span></p>
<p>con l’aiuto di un tornio e un pennarello indelebile, invece è possibile disegnarlo direttamente sulla lente col vantaggio di avere un obbiettivo totalmente reversibile; infatti basta un pò di alcool per eliminare l’anello qualora non dovesse andare bene al primo colpo (e scommetto che succederà).</p>
<p>Per prima cosa avvolgiamo il barilotto con nastro adesivo e fissiamolo al mandrino del tornio..(fig.2  ); mandiamo il tornio al minimo dei giri e con il pennarello sfioriamo leggermente la lente; ripetiamo questo passaggio per due o tre volte fino ad ottenere un anello simile a quello della fig.3</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">*****</p>
<p><em><span style="color: #ffff00;">In this article I describe   mine experience around the transformation of an objective for brightfield,  into Phase Contrast one&#8230; the Lomo apo 10x.</span>  </em></p>
<p><em><span style="color: #ffff00;">This  objective, has a big  back lens  (fig.1) , this way  insert a  phase ring, should not be a problem!  </span></em></p>
<p><em><span style="color: #ffff00;">All phase objective have own ring glued among the lenses of the back doublet, then it is understood that it is absolutely an unadvisable operation to try to do it;</span>  </em></p>
<p><em><span style="color: #ffff00;">instead ,with  help of a lathe and a permanent CD marker,  it is possible  draw it  directly  on the lens with the advantage to have a  totally reversing objective; you need a few of alcohol to eliminate the ring if it didn&#8217;t have to be all right to the first hit (and I bet that it will happen).</span>  </em></p>
<p><em> <span style="color: #ffff00;">First , fix the objective in the lathe chuck .. (fig.2); switch on the lathe to minimum speed and whit marker draw the ring on lens surface;  repeat this passage for two or three times; you&#8217;ll get someting similar to the fig.3</span>  </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>  </em></p>
<p align="center"> <a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/1-lomo-apo-10x.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_1-lomo-apo-10x.jpg" alt="1-lomo-apo-10x" /></a></p>
<p align="center">Fig1: Lomo apo 10x</p>
<p><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/2-obbiettivo-fissato-al-mandrino.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_2-obbiettivo-fissato-al-mandrino.jpg" alt="2-obbiettivo-fissato-al-mandrino" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Fig.2: Obbiettivo fissato al mandrino</p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #ffff00;">Objective fixed on  chuck lathe</span></em></p>
<p><em><span style="color: #ffff00;"><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/3-anello-di-fase-disegnato.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_3-anello-di-fase-disegnato.jpg" alt="3-anello-di-fase-disegnato" /></a></span></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #000000;">Fig.: 3 Anello di fase disegnato</span></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #ffff00;">Painted  phase ring</span>  </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Ho provato questo obbiettivo sul microscopio cinese costruendo anche la mascherina di fase (vedi “Contrasto di fase a basso costo”) e svitando la lente superiore del condensatore…ecco alcuni esempi:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">*****</p>
<p><em><span style="color: #ffff00;">I  tried this objective on my chinese microscope also building the mask of phase (take a look &#8220;contrasto di fase a basso costo&#8221; )</span> <span style="color: #ffff00;">and unscrewing the upper lens of the condenser…</span></em></p>
<p><em><span style="color: #ffff00;">here some examples:</span></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p align="center"><em><a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/4-immagini-ottenute-con-lobbiettivo-trasformato.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_4-immagini-ottenute-con-lobbiettivo-trasformato.jpg" alt="4-immagini-ottenute-con-lobbiettivo-trasformato" /></a> <a class="shutterset_" href="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/5-immagini-ottenute-con-da-inserire-insieme-alla-foto-4.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.microscopeitaly.it/wp-content/gallery/fotoarticoli/thumbs/thumbs_5-immagini-ottenute-con-da-inserire-insieme-alla-foto-4.jpg" alt="5-immagini-ottenute-con-da-inserire-insieme-alla-foto-4" /></a> </em></p>
<p align="center">Immagini ottenute con l’obbiettivo trasformato</p>
<p align="center"><em><span style="color: #ffff00;">Pictures taken whit the  modified objective </span></em></p>
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